The Lake Como International Museum, nel nome del padre

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Riaperto il Museo della Barca Lariana sul lago di Como, fondato nel 1982 da GianAlberto Zanoletti e ora portato avanti dal figlio Ferdinando

by Bruno Cianci – photo by Carlo Borlenghi and Luca Erba

IL LAGO DI COMO NON È SOLO LA CASA DE “I PROMESSI SPOSI” E DEL JET-SET: è anche un paradiso per gli appassionati di nautica, in particolare di barche a motore e da lavoro. Com’è noto, a Tremezzina si trova il cantiere Tullio Abbate, fondato dall’omonimo campione di motonautica scomparso l’anno scorso. A Laglio, a due passi da ‘Villa Oleandra’ di George Clooney, lavora Ernesto Riva, discendente di quel Pietro che ha dato vita all’omonimo cantiere di Sarnico, sul lago d’Iseo. Altri marchi presenti lungo le sponde del Lario sono Colombo, Cranchi ed FB Design, il cantiere-laboratorio di Annone Brianza frutto del genio di Fabio Buzzi, morto nel 2019 facendo ciò che più amava fare: correre sull’acqua. A Lezzeno, inoltre, vive e lavora Erio Matteri, forse il migliore restauratore di motoscafi Riva del mondo.

Museo della Barca Lariana The Lake Como International Museum
Museo della Barca Lariana The Lake Como International Museum

Lungo la sponda nord-occidentale del lago, non lontano dal confine svizzero, si trova il museo voluto da un altro grande appassionato scomparso nel 2019: GianAlberto Zanoletti di Rozzano, “padre” del Museo della Barca Lariana. La struttura ha ripreso le attività dopo un lungo periodo di chiusura dovuto a ristrettezze finanziarie, alla necessità di mettere in sicurezza gli edifici e a causa della pandemia in corso. Fondata nel 1982 in una filanda storica a Pianello del Lario, si propone di raccontare non solo la storia della nautica lariana, ma dell’Italia intera.

Fra i pezzi più importanti, il museo custodisce il Laura I° Abbate, primo scafo a infrangere la barriera dei 200 km/h sull’acqua (recentemente esposto a una mostra Alfa Romeo); la Star Merope appartenuta ad Agostino Straulino; il Cisko-Yu, un A-Rater inglese di fine ’800; il Balilla, primo battello a vapore monoelica del lago e le ultime barche tradizionali rimaste in vita sul Lario. Uno degli ultimi arrivati è l’aliscafo Freccia dei Gerani, in servizio dagli anni ’70 sino al decennio scorso, molto amato dalla gente del luogo e unico superstite degli Rhs70 Rodriguez.

MUSEO LARIANO Carlo Borlenghi

«Anche se fossi l’unico a occuparmi di barche tradizionali continuerei comunque, perché la storia della nautica merita qualsiasi sforzo per essere salvata».

Complessivamente, la raccolta comprende qualcosa come 470 barche su tremila metri quadrati: barche a remi, comprese alcune gondole del Lario (le “Lucie”), barche da pesca, da caccia, motoscafi entro e fuoribordo; e poi vaporetti, scafi a tre punti e catamarani da competizione, barche a vela, scafi da lavoro e da contrabbando, un’attività legata a doppio filo alla storia del posto a causa della vicinanza al confine elvetico. Sono da tener presente anche i 300 motori in mostra (molti dei quali fuoribordo) e migliaia di altri oggetti attinenti alla costruzione e l’uso delle barche. Non si contano le immagini d’epoca, le registrazioni con le testimonianze dei barcaioli, dei maestri d’ascia e dei pescatori, senza dimenticare la biblioteca da oltre 2.500 volumi e riviste di settore.

MUSEO LARIANO Ferdinando Zanoletti
Ferdinando Zanoletti
MUSEO LARIANO GianAlberto Zanoletti di Roberta Lamperti
GianAlberto Zanoletti

Affari di famiglia

Tornando alla collezione delle barche vere e proprie, ci sono oggetti che sono molto cari alla famiglia Zanoletti, poiché legati ai loro ricordi personali. Come ci ha raccontato Ferdinando, classe 1967, suo padre GianAlberto: “…amava in modo incondizionato tutte le imbarcazioni e non aveva particolari preferenze; io invece sono personalmente legato ad alcune barche che mi riportano alla mia infanzia: dalla Star Blue Marlin di mio padre al runabout Colombo Pucci III con cui praticavamo sci d’acqua, dall’Abbate Ribot, recuperato dopo essere andato a fondo, alla gondola Onnis, della quale ricordo bene il restauro condotto negli anni ’70”.

Museo della Barca Lariana
I pezzi di punta
Runabout Taroni anni ’30, usato da Winston Churchill in occasione di una sua visita sul lago.
MTM, barchino esplosivo Cranchi della Seconda guerra mondiale, con piede e doppia elica controrotante Cabi-Cattaneo.
Canotto Baglietto con motore Truscott dei primi del ’900 e un catamarano Taroni coevo.
Sala Remi: collezione di ‘inglesine’, barche di contrabbando e skiff vari.
Sala Taroni, con tutti i “vaporetti” Taroni in dotazione alle grandi casate (Villa Erba, Villa Passalacqua, Villa d’Este).
Sala Vele: la star Merope, di Agostino Straulino, vari dinghy, due scafi A-Raters del Tamigi, e altri monotipi, tra cui scafi appartenuti a Guido Monzino e a Carlo Nasi.
Sala Racer con, tra gli altri, un’intera collezione di scafi da corsa appartenuti a Carlo Leto di Priolo.
The Lake Como International Museum
MUSEO LARIANO  cb
MUSEO LARIANO  cb

E che cosa dire dei restauri e dei finanziamenti? Com’è noto, GianAlberto non amava gli interventi invasivi, il che non si discosta dalla filosofia ancora imperante: “Come Fondazione portiamo avanti l’idea di non restaurare le barche, a maggior ragione se molto danneggiate, perché il restauro ne compromette la storicità. Ciò non significa che non eseguiamo lavori: al contrario, dobbiamo farci carico di una lunga serie d’interventi mirati che interessano i legni, i pellami, le stoffe, le vele e i motori. Abbiamo anche barche funzionanti per le quali sono necessarie cure costanti. La mole di lavoro è enorme e le spese ingenti”. Il museo è finanziato dalla Fondazione Museo Barca Lariana, la quale è sostenuta principalmente dalla famiglia Zanoletti e da altri privati. “Negli ultimi anni – ha detto Zanoletti – abbiamo ottenuto dei finanziamenti per progetti specifici dal Comune di Bellagio e dalla Fondazione Cariplo, un contributo assai gradito”.

Museo della Barca Lariana The Lake Como International Museum
Laura I°,  con cui nel 1953 Mario Verga ha battuto il record di velocità della classe 800 kg, portandolo da 194 a 226 km/h.
Le novità 2021
Glauco, runabout Vidoli con motore Alfa 1.750 6V, che alcune fonti sostengono essere appartenuto a Claretta Petacci, amante di Mussolini.
La Sala Riva, con varie barche del cantiere di Sarnico; tra queste un modello ‘Serafino’, un ‘tre punti’ dotato di motore 250cc e altri Riva unici.
La Sala Gondole, con pezzi del Lario e veneziani: tra questi la gondola Arconati Visconti (la più antica al mondo in stato originale dotata di felze) e la gondola di Villa Melzi, anch’essa molto antica ma priva di felze; da questa villa proviene anche un ferro di prua appartenuto a un’altra gondola utilizzata dai principi di Sassonia a Villa Melzi.
Esterni: battello Balilla, probabilmente il primo monoelica sul lago di Como, e l’aliscafo Freccia dei Gerani.
Museo della Barca Lariana The Lake Como International Museum

Grazie al lavoro dello staff del museo e allo sviluppo del marketing il museo cammina autonomamente. L’augurio – pandemia permettendo – è che esso possa prosperare e continuare ad aprire i battenti per mostrare una collezione che merita senz’altro di essere vista. Se anche i visitatori dovessero essere pochi, però, Ferdinando Zanoletti non si fermerebbe perché, come diceva suo padre: “Vale la pena continuare, anche per pochissime persone. Anche per una sola persona. Anche se fossi l’unico al mondo a occuparmi delle barche tradizionali e anche se fossi circondato dal completo disinteresse dei contemporanei, continuerei comunque, perché la storia della nautica merita qualsiasi sforzo per essere salvata”.

MUSEO LARIANO  cb

(The Lake Como International Museum, nel nome del padre – Barchemagazine.com – Luglio 2021)

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