Sea Drone 2019, un viaggio affascinante nel futuro

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Sea Drone 2019: drone subacqueo Sea Drone 2019: drone subacqueo Il Falco Evo di Leonardo Il Predator dell'Aeronautica Militare Sea Drone 2019: la Barchetta Magica

La rivoluzione continua. Lo conferma Sea Drone Tech Summit 2019 in corso a Ostia (29-30). I droni scendono in campo contro le emergenze dei nostri mari. Queste sofisticate macchine radiocomandate, volanti ma anche subacquee e navali, potranno infatti essere utilizzate per contrastare la presenza di plastiche galleggianti, studiare l’erosione costiera, controllare gli sversamenti in acqua di inquinanti e monitorare l’ecosistema marino anche a grandi profondità. I nuovi progetti e sistemi sono stati presentati alla seconda edizione dell’unico congresso in Italia dedicato ai droni e ai sistemi robotici per impiego marino e subacqueo. L’evento, promosso dal Municipio X di Roma e dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre (che proprio a Ostia ha avviato il nuovo corso in Ingegneria delle Tecnologie per il Mare), è ospitato per la parte congressuale dal Polo Natatorio di Ostia, centro federale della Federazione Italiana Nuoto, e per le prove in mare dal Porto Turistico di Roma.
Il programma del congresso, organizzato dall’associazione Ifimedia e dalla società Mediarkè, prevede tre sessioni: droni subacquei, droni navali di superficie e droni aerei per impiego marino. Numerose sono infatti le applicazioni di questi sistemi: dal controllo di coste, parchi marini, laghi e fiumi all’ispezione di condotte e dighe, dal monitoraggio e bonifica anti-inquinamento alla sicurezza della balneazione e soccorso in mare, fino alle esigenze militari, dell’industria petrolifera off-shore e del settore delle videoriprese sottomarine. A Ostia sono anche presentati nuovi progetti per l’utilizzo di droni per le ricerche di archeologia subacquea, per la mappatura dei fondali e per il soccorso in mare di imbarcazioni o bagnanti in difficoltà.
“Il congresso Sea Drone Tech Summit è un evento di grande rilevanza scientifica e tecnologica, che certamente vedrà in Ostia la location ideale – ha detto Giuliana Di Pillo, presidente del Municipio X di Roma – Avere promosso l’organizzazione di questo evento sul nostro territorio rientra nella strategia di rilancio dell’immagine di Ostia, anche a livello nazionale, come località di vacanza e di svago, ma anche come sede di importanti appuntamenti culturali, e non solo. Il nostro Municipio, inoltre, è inevitabilmente legato a tutte le iniziative che riguardano il mare e il suo ecosistema, e dunque siamo molto interessati all’utilizzo dei droni ad esempio per la raccolta della plastica galleggiante, per il monitoraggio dell’inquinamento, per l’archeologia subacquea e per il soccorso di bagnanti in difficoltà. Ci auguriamo perciò che Ostia possa diventare la location permanente di questo congresso anche per gli anni futuri”.
Al congresso, partecipano oltre 200 esperti italiani in materia, in ambito civile e militare, scientifico e industriale. Sono previste anche dimostrazioni operative in mare di nuovi modelli di droni e robot marini, aperte al pubblico, in programma nel pomeriggio di mercoledì 30 ottobre presso la spiaggia centrale del Porto Turistico.
“Il settore dei droni marini e subacquei si sta sviluppando rapidamente in tutto il mondo e anche in Italia – ha spiegato Luciano Castro, ideatore e organizzatore dell’evento – Questo congresso, l’unico in Italia dedicato ai sea drone, è l’occasione per fare il punto a livello nazionale sulle ultime applicazioni e sulle nuove tecnologie in questo settore. Siamo grati al Municipio X e al Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre per l’ospitalità e per la preziosa collaborazione a livello organizzativo. Il nostro obiettivo è far diventare Ostia la sede permanente di questo importante congresso”.

CONTROLLO IMMIGRAZIONE
Droni in volo sul Mediterraneo per il monitoraggio dei barconi carichi di clandestini e per attivare i soccorsi in caso di naufragio. Cresce l’impiego di questi sofisticati velivoli radiocomandati per fronteggiare l’emergenza immigrazione e per evitare nuove tragedie in mare. Un drone Falco Evo di Leonardo (ex Finmeccanica) viene ad esempio utilizzato da Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera: nell’estate scorsa, decollato da Lampedusa, ha consentito di identificare una “nave madre” dalla quale decine di migranti irregolari erano stati trasferiti su imbarcazioni più piccole destinate a sbarcare sulle coste italiane. Nuovi progetti di droni per il monitoraggio in mare ssono stati presentati al Sea Drone Tech Summit 2019. Per contribuire alla sicurezza nel Mediterraneo, l’Aeronautica Militare utilizza invece i velivoli teleguidati Predator del 32° Stormo di Amendola (Foggia), che consentono di segnalare tempestivamente la presenza di barconi al Centro di coordinamento marittimo competente. Si moltiplicano anche i progetti di aziende e organizzazioni non governative. Un consorzio europeo che vede la partecipazione della società italiana TopView ha sviluppato il sistema “Sara” nell’ambito del progetto “Horizon 2020”: basato su un drone multirotore, collegato con un cavo ad un’imbarcazione, consente di sorvegliare da una quota fino a 100 metri l’area circostante e di essere utilizzato per coordinare i soccorsi in caso di naufragio. In Spagna è invece in fase di studio il sistema “Freeda”, sviluppato dalla  Fondazione Hemav, in collaborazione con l’Università Politecnica della Catalogna e con la ong Proactiva Open Arms, che vorrebbe utilizzare il drone per aumentare la portata delle sue ricerche in mare. Anche la ong maltese Moas ha impiegato due sofisticati droni “Camcopter S-100” per le operazioni di soccorso nel Mediterraneo, prima di trasferirsi in Asia.
Il congresso è patrocinato dai ministeri della Difesa e dello Sviluppo Economico, della Regione Lazio e di CNR e ENEA.

LA BARCA-DRONE ITALIANA NAVIGA NELL’ATLANTICO VERSO CUBA
Una barca-drone italiana è in navigazione verso Cuba seguendo la prima rotta di Cristoforo Colombo. Si chiama Barchetta Magica e, partita a metà settembre dall’isola Gran Canaria senza equipaggio a bordo, ha già percorso olre 1.900 km nell’Atlantico con oltre 800 ore di viaggio in totale autonomia. Il piccolo natante a vela di 1,5 metri è alimentato da energia solare e viene costantemente monitorato dagli ingegneri dell’Università di Firenze che l’hanno costruito. Gli ultimi aggiornamenti su questa incredibile traversata atlantica saranno forniti al termone di Sea Drone Tech Summit 2019.

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