Rubano la barca e si arricchiscono trasportando migranti

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migrantiErano partiti dalla Turchia, stipati in 88 su una barca a vela (che, a quanto siamo riusciti a carpire, dovrebbe trattarsi di uno Swan o di un Grand Soleil tra i 55 e i 65 piedi), si sono ritrovati, dopo quattro giorni di navigazione, nella tempesta al largo di Isola Capo Rizzuto, in Calabria. Sono stati salvati dalla Guardia Costiera.

Salvati 88 migranti stipati su una barca a vela

Fa impressione vedere come lo scafo sia “schiacciato” sull’acqua dalle 88 persone a bordo: questo sicuramente avrà complicato di molto la navigazione e reso difficilissimo governare la barca in condizioni di vento forte e mare formato. E, visto che chi meglio di un velista conosce gli spazi ristretti su una barca a vela, provate a immaginare in che condizioni da incubo avranno navigato queste persone, attaccati come sardine, chi in coperta, al freddo, chi sotto, accalcato nell’aria irrespirabile e soffocante.

Nel video che vi mostriamo, il salvataggio dei migranti (tra cui 11 donne e 15 bambini) lungo la costa crotonese vede impegnati gli uomini della Guardia Costiera. La forte risacca del mare, il vento che soffiava oltre i 25 nodi e il basso fondale hanno reso molto complesse le operazioni di soccorso svolte con l’impiego di una motovedetta e soccorritori marittimi della Guardia Costiera che hanno prestato una prima assistenza i migranti in difficoltà.

Video, il salvataggio dei migranti in barca a vela

Il business senza scrupoli della “rotta turca” 

La barca, molto probabilmente, è rubata. La storia, purtroppo, è sempre la stessa: i trafficanti senza scrupoli, magari aiutati da una rete di complici, rubano un’imbarcazione ormeggiata in un porto turco (magari di armatori stranieri), e si fanno pagare a peso d’oro, dai 3.000 ai 6.000 euro a persona, da migranti in fuga dalle guerre e dalla fame, disperati al punto da mettere in pericolo la propria vita. Facciamo due calcoli: stando “bassi”, il traffico di esseri umani, solo per questo viaggio, è fruttato agli “scafisti” quasi 270.000 euro guadagnati sulla pelle delle persone. Agghiacciante.

Pare che ci sia una rete di trafficanti in Turchia con scafisti ucraini o bielorussi (una rete scoperta qualche anno fa dal Gicic – gruppo di contrasto all’immigrazione clandestina – sciolto nel 2018 dopo che aveva portato all’arresto di oltre mille scafisti): il fenomeno di migranti (afghani, iraniani, siriani, palestinesi) che arrivano dalla Turchia sulle coste del sud Italia e della Sicilia viene definito la “Rotta Turca”.

Solo nel 2020 sono state circa 2.500 le persone sbarcate in Italia. Ci ricordiamo di casi eclatanti, come le 151 persone a bordo di una barca a vela salvati in Sicilia nel 2019, le 85 nel 2020 nuovamente in Calabria.


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