Mi faccio le vele nuove, ma quanto costano e quali scegliere?

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Dopo il rilievo delle misure  e la progettazione, tocca alle mani del velaio trasformare in realtà  una vela costruita con ferzi cuciti, un tipo di prodotto in cui esiste ancora una forte componente  di lavoro artigianale. © Foto Mauro Giuffrè/Giornale della Vela

L’autunno è arrivato e con esso la lista di lavori da fare sulla nostra barca: ci avete messo anche le vele? Qualsiasi armatore in questa check list metterà anche una revisione del motore, quanti invece metteranno anche quella delle vele? Spesso il motore viene considerato come la propulsione da attenzionare maggiormente e le vele, che invece sono la ragione d’essere di una barca, stagione dopo stagione cadono nel dimenticatoio senza ricevere manutenzione o essere sostituite. Eppure la nostra è una barca a vela, le nostre ali non possono essere considerate una propulsione secondaria. Durante le crociere estive potrebbe capitare infatti che faremo fatica a navigare a vela in alcune condizioni, vedremo quali, e saremo costretti a sentire il fastidioso rumore del motore, magari sotto il caldo. Nulla di divertente insomma.

DOVE NASCONO LE VELE

L’autunno è la stagione giusta per dedicarsi anche al rinnovo delle nostre vele, anche perché spesso le velerie fanno offerte interessanti. Ma come facciamo a capire che è tempo di cambiarle? Quali segnali valutare? Che tipo di vele acquistare e come orientarsi nella scelta? Nel servizio che abbiramo realizzato proveremo a rispondere anche a queste domande, e per farlo il nostro Mauro Giuffrè è andato a scattare alcune foto in una veleria, ospiti della North Sails Italia di Carasco (Genova), che ha realizzato quelle di Luna Rossa, per vedere da vicino come nasce una vela nuova e toccare con mano i materiali.

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Il velaio rifinisce a mano la tasca del “meolo” del fiocco con il cimino che andrà a regolare
la tensione della balumina ed evitare che questa sbatta quando il vento aumenta. © Foto Mauro Giuffrè/Giornale della Vela

Quando le vele sono esauste

Molti diportisti pensano che il criterio per la durata di una vela sia la consistenza e la tenuta del materiale. Quando una vela inizia a rompersi o scucirsi per l’usura, è altamente probabile che in realtà la sua vita fosse già finita molto prima. Il criterio principale per capire se una vela vada cambiata o meno è infatti la forma, ovvero la posizione del grasso. Cos’è il grasso? Per semplificare potremmo dire che è il punto in cui la vela ha la sua curvatura massima.

Per scoprire se la randa o il fiocco/genoa sono ancora in forma, occorre posizionarsi più o meno al centro della vela e guardarla dal basso verso l’alto, tirando una linea virtuale che vada all’incirca dal centro della base verso la penna. Alcune velerie applicano in questo punto un bollino, spesso il simbolo di una macchina fotografica, per indicare da quale punto guardare verso la penna per controllare la posizione del grasso. Questo, se la vela è in buone condizioni, deve trovarsi dal centro di essa in avanti e disposto in modo omogeneo. Più è verso prua più la vela è in forma. Se invece il grasso, rispetto alla linea virtuale testa/base, si trova spostato a poppa o è tutto nella zona centrale, vuol dire che la vela è ormai vicina al pensionamento perché non ha più un profilo aerodinamico ottimale.

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Nelle due foto in alto si può notare, osservando le linee di forma orizzontali, la differenza tra una vela “sana” e una il cui profilo è compromesso. Nella prima foto si osserva come la vela sia piatta nella zona posteriore e abbia la sua massima curvatura vicino l’inferitura, così come deve essere una vela nuova. Nella seconda foto invece si nota come la massima curvatura sia al centro della vela, e la parte vicino allo strallo sia piatta:
il profilo aerodinamico è compromesso. © Foto North Sails.

Semplificando il concetto, il grasso posizionato nella zona anteriore della vela serve a “catturare” l’aria, che poi deve “scappare” dalla vela senza incontrare ostacoli o curve. Se il profilo è invece al contrario, piatta davanti e curva verso poppa, avremo una vela scarsamente efficiente che penalizzerà la nostra barca praticamente in tutte le condizioni. 

LE DIFFERENZE SUI TIPI DI RINFORZO

Una vela cucita non avrà lo stesso tipo di rinforzi di una membrana: cambia il modo in cui vengono costruite e di conseguenza rifinite, l’Ingegnere della North Sails, Michele Malandra, ci spiega le differenze:

IL COSTO DELLE VELE

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L’anello montato su un fiocco da vento forte. In caso di rottura della canaletta la vela potrà essere armata direttamente sullo strallo grazie ai garrocci montati su questi anelli. Sono anche questi dettagli che possono fare cambiare il costo di una vela. © Foto Mauro Giuffrè/Giornale della Vela

Il prezzo di una vela non è un qualcosa che si può definire con un mero calcolo di costo al metro quadro, in quanto nella definizione del valore di una vela entrano in gioco molti fattori.

Per prima cosa va considerata la tipologia della barca, la sua lunghezza e il suo peso.  Due barche identiche per lunghezza, ma con peso differente, se scelgono di acquistare una vela con materiale identico avranno due costi al metro quadro differenti tra loro.  Questo perché la barca più pesante avrà bisogno di una vela strutturata in modo diverso, con una grammatura maggiore per resistere nel tempo. Un fiocco da vento forte, pur avendo minori metri quadrati rispetto a uno da vento leggero,   a parità di materiale scelto non è detto che avrà un pezzo di molto inferiore. Questo perché necessita di una struttura e una costruzione molto più robusta rispetto a una vela da poca aria.

IL COSTO DEGLI ACCESSORI SULLE VELE

Il prezzo varia molto poi in base agli accessori: quante mani di terzaroli? Che tipo di stecche? Vela avvolgibile o no? Per questi motivi la semplice sintesi di un prezzo al metro quadro, per materiale, è abbastanza relativa come indicazione.  Abbiamo quindi preferito di seguito individuare piuttosto una più plausibile forbice di prezzo, dedicata soprattuto alle vele da crociera e espressa comunque al mq, suddivisa per tipo di tecnologia impiegata.  Per quanto riguarda le vele cucite in laminato, dentro la forbice indicata possono essere inclusi anche diversi layout da regata. In questo elenco non abbiamo inserito quotazioni per le membrane top da corsa: essendo un prodotto molto specifico e costruito in modalità totalmente custom per le esigenze della barca.

Dacron (dai ferzi orizz.
al radiale):
da 70 a 130 euro al mq

Membrane da crociera:
da 150 a 250 euro al mq

Vele cucite in laminato:
da 140 a 230 euro al mq

Spinnaker/Gennaker:

da 30 a 60 euro al mq

Il servizio completo, con tutte le foto e i consigli sulla scelta dei materiali e delle loro finiture lo trovate nel servizio in edicola sul Giornale della Vela di Ottobre

Mauro Giuffrè


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