Mattioli: “2020 annus horribilis, ora ripartire dal mare”

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Mattioli: il consiglio online

Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare (e di Confitarma) non ha dubbi: 2020 Annus Horribilis per tutta l’economia nazionale e in particolare per le attività legate al trasporto e alla logistica, specie per quelle marittime, fortemente integrate nel commercio internazionale e che rappresentano l’anello fondamentale del sistema economico. In sintesi è quanto è emerso al termine del consiglio della Federazione del Mare che ha visto la partecipazione dei vicepresidenti Anton Francesco Albertoni (Confindustria Nautica), Luigi Giannini (Federpesca) e Vincenzo Petrone (Assonave), del segretario generale Laurence Martin, dei vice segretari generali Francesco Giannotti (Assoporti), Marco Paifelman (Federagenti) e Marina Stella (Confindustria Nautica) e di quasi tutti i suoi componenti.
In apertura dei lavori, Mario Mattioli ha ricordato Francesco Nerli “protagonista per molti anni del
mondo marittimo-portuale” condividendo con il consiglio il cordoglio e la commozione per la sua scomparsa.
Nell’Annus Horribilis, ha sottolineato Mattioli, “Con la pandemia è emersa chiaramente l’importanza del settore marittimo-portuale il cui ruolo fondamentale è stato riconosciuto dalle istituzioni, sia italiane sia estere. E in questo contesto, la creazione di una vicepresidenza di Confindustria con delega specifica all’Economia del mare, è di grande stimolo per la noi tutti. Nel 2021 dovremo capitalizzare questo riconoscimento cogliendo l’occasione della presidenza italiana del G20 e delle iniziative B20 guidate dalla task force di Confindustria, per mettere il mare al centro della ripresa di un’economia blu sostenibile. Occorrerà muoversi, sia come singole associazioni all’interno della compagine confindustriale, sia come Federazione del Mare che potrà dare il suo supporto come rappresenta tutto il mondo marittimo”.
Nel corso della riunione, particolare attenzione è stata dedicata al settore delle crociere “eccellenza italiana” che coinvolge tutti i comparti del cluster marittimo (shipping, cantieristica, agenti, porti e terminalisti, società di catering e altri fornitori navali), per le quali è stata auspicata un’azione politica indispensabile per la loro concreta ripartenza. Sono state poi ricordate le iniziative alle quali la Federazione del Mare ha contribuito nel cordo dell’anno nell’ambito dell’organizzazione dei cluster marittimi europei (ENMC) nonché il coinvolgimento in iniziative e progetti europei, mediterranei e internazionali ai quali la FdM ha partecipato attivamente.
In proposito, sono stati invitati a partecipare alla riunione del consiglio: Mario Vattani, DG Mondializzazione e le Questioni Globali del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha illustrato la partnership Italia-IORA (Indian Ocean Rim Association), molto importante per gli interessi economici e di proiezione internazionale del nostro Paese, e focalizzata in particolare al sostegno di politiche volte a promuovere Blue economy e attività legate al settore marittimo, alla navigazione, alla pesca, alle tecnologie blu, al turismo costiero e alle energie rinnovabili.
Il consigliere Vattani ha colto l’occasione per ringraziare la Federazione del Mare per il concreto contributo dato sin dall’inizio delle negoziazioni.
Daniele Bosio ha illustrato la proposta di legge che mira alla creazione della ZEE, una zona economica esclusiva (area di mare che si estende per 200 miglia nautiche oltre il limite esterno del mare territoriale), il cui iter parlamentare è ancora in corso, che permetterà al nostro Paese di esercitare il diritto sovrano di sfruttamento esclusivo delle delle risorse naturali e l’installazione di strutture artificiali per la tutela ambientale e la ricerca scientifica e sarà anche un importante strumento per sostenere la blue economy e tutto l’indotto economico delle comunità costiere.
Fabrizio Monticelli, direttore esecutivo di Formare, che ha illustrato il progetto europeo Skillsea per la
promozione della cooperazione strategica tra mondo dello shipping, centri di formazione e autorità competenti, come la formazione abbia un ruolo sempre più centrale nell’articolare, in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti, risposte, risposte adeguate alle nuove sfide del futuro.

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