Lenard se ne va a Miami su una vela di 10 metri

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Lenard alla partenza da Cadice

Deciso a portare a temine la sua mission impossibleDan Lenard (noto studio di yacht design Nuvolari Lenard), è partito da Cadice (Spagna) per la traversata in solitaria dell’Atlantico. Arriverà al Boat Show di Miami attorno al 14 febbraio. Lenard è a bordo di una barca a vela di 33 piedi (dieci metri) senza motore, elettronica, gps, log, bussola o autopilota. L’oggetto più tecnologico… è un semplice orologio. Affronta il viaggio con una missione: utilizzare la purezza della vela per evidenziare lo stato del mare. Un modo di chiedere aiuto a tutta la comunità per salvare i nostri oceani.

CHI E’
Con Carlo Nuvolari ha fondato nel 1992 la Nuvolari-Lenard, sede nei pressi di Venezia, specializzato nel progetto di yacht, sia per clienti privati sia per cantieri compresi i gruppi Ferretti e Bénéteau. Lo studio ha realizzato alcuni dei superyacht più iconici e acclamati, vincendo tutti i premi più importanti e diventando molto prolifico e riconosciuto al punto da essere uno degli studi più premiati. In 25 anni di attività Nuvolari-Lenard ha disegnato più di 350 barche, tra cui il ketch di 64 metri Spirit of the C’s (costruito da Perini Navi) e l’impressionante 106 metri Black Pearl costruito da Oceanco. Dan Lenard ha navigato a vela praticamente tutta la vita, ha iniziato con il Flying Junior per passare al Laser. All’età di 19 anni ha disegnato il suo primo 50 piedi a vela. Durante il tempo libero Dan e Carlo possono essere incontrati mentre praticano la loro passione, mentre sono con le famiglie.

LA BARCA
Si chiama Scia, come l’impronta di schiuma che le barche lasciano in acqua ed è un 33 piedi (10 metri) con bompresso. E’ un natante molto lontano da essere uno yacht nuovo: è stato assemblato mettendo assieme le parti di cinque barche diverse. La carena e la coperta hanno più di dieci anni e sono costruite in carbonio, la tuga è stata ricostruita, timone a albero sono riciclati e l’albero arriva da una barca abbandonata. Con l’aiuto e l’entusiasmo degli amici del cantiere Prelog, Dan e il suo team di artigiani hanno trovato e assemblato tutti i pezzi come in un taglia e cuci, incollando e costruendo la barca come un pezzo unico e senza l’uso di disegni. Fin dall’inizio l’intenzione era di creare una barca destinata a navigare in purezza con l’obiettivo di traversare l’Atlantico come un riferimento per l’industria del mare. Questo è stato reso possibile anche dall’ esperienza maturata in carriera disegnando yacht sofisticati e complessi.

LA CAUSA
La vela è una invenzione che risale almeno a 5mila anni fa, di cui l’uomo può andare orgoglioso. E’ stato uno degli strumenti con cui la razza umana ha scoperto la terra. Ora ogni navigazione ci fa diventare testimoni di come siano inquinati i mari e le coste. Talvolta questo non è del tutto chiaro, soprattutto quando si viaggia ma si frequentano ambienti superlusso che sono meticolosamente puliti da una squadra di operatori. Ma fuori da quest’area protetta la situazione è disperata e la plastica non è la sola causa. La plastica non appare fuori dal suo contesto se non è utilizzata dal genere umano. L’industria dello yachting può aiutare. L’industria dello yachting deve aiutare il processo di cambiamento culturale necessario. Dalla costruzione al possesso delle barche questa è una chiamata alle armi. Possiamo divertirci sul mare o distruggerlo, al momento è la scelta che dobbiamo fare.

L’OBBIETTIVO
Vuole essere “un segnale di pericolo per le condizioni dell’oceano” e Scia con Vela Code è un pulsante di reset della tecnologia della vela per sottolineare che noi dobbiamo cambiare modalità di approccio con l’ambiente. Si devono cercare iniziative sia per la prevenzione che per la cura: la prevenzione come primo argomento, attraverso un design intelligente delle barche e in seconda battuta attraverso l’educazione verso le iniziative e gli atteggiamenti che provocano danni; la cura, prendendo la responsabilità per quello che abbiamo fatto dedicando risorse per riparare i danni.

LA ROTTA
Su Scia è stato installato un tracker/beacon che durante la traversata segnalerà la posizione di Dan Lenard ogni ora. Lui non può conoscere la sua posizione precisa inviata da questo strumento, ma il pubblico può farlo. Chi lo assiste da terra terrà aggiornati i profili social e il sito web utilizzando i dati del beacon. E fino a 5 febbraio il designer sarà isolato dal mondo. Una volta raggiunta la zona dei Caraibi, con copertura della rete telefonica sarà in grado di inviare immagini e altro materiale media raccolto durante la navigazione. Da quel momento sarà in grado di comunicare. Per il pubblico sono disponibili due account media, la pagina Vela su Facebook e su Istagram il profilo @vela.code . Sul sito velacode.com sono disponibili altre informazioni sull’impresa con nuove fotografie realizzate in navigazione e ai Caraibi.

I MAGGIORI PARTNER
Ovviamente Nuvolari-Lenard, lo sponsor più importante. Quindi Ocean Conservancy, Mirpuri Foundation, Water Revolution Foundation, Cook For Your Life, Carlo Moretti (artigiano vetraio di Murano), Ulysse Nardin, Mercedes Benz, Monte Carlo Yachts, Boat International, la rivista leader della nautica da diporto.

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