INCHIESTA STED, lo Sportello Telematico del Diportista è un flop?

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sted flopBarche bloccate da mesi, armatori infuriati impossibilitati a navigare, capitanerie di porto, cantieri, concessionari, charter e agenzie marittime tenuti sotto scacco dai ritardi dello STED, lo Sportello Telematico del Diportista, paradossalmente più lento del sistema cartaceo precedente. Dai 7-10 giorni di attesa si è passati a 35 giorni per una nuova immatricolazione STED e fino a 2 o 3 mesi per un passaggio di proprietà. Quali sono le cause di questi ritardi? Doveva essere un faro nella nebbia, portare semplificazione e automazione.

Lo STED è operativo da Gennaio 2021, ma naviga con il vento a sfavore. A esserne già esasperati e a pagarne le conseguenze ci sono gli armatori che si chiedono come mai da noi abbia vinto la burocrazia, mentre la licenza di navigazione provvisoria in altri paesi europei, come la Polonia, si ottiene  in massimo tre giorni. Abbiamo cercato di capire come funziona nel dettaglio lo STED e dove si poteva fare meglio. Per fortuna, la situazione sta lentamente migliorando

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STED FLOP? LA NOSTRA INCHIESTA

Purtroppo lo STED, Sportello Telematico del Diportista, è partito male. Fino a 40 giorni per immatricolare una barca nuova, due mesi e mezzo per un passaggio di proprietà per un usato. Questi i tempi che si sono raggiunti da Gennaio 2021, data di ufficializzazione del nuovo sistema. Capitanerie intasate di richieste, charter obbligati ad annullare prenotazioni perché i documenti delle barche non sono pronti.  Concessionari costretti a gestire le lamentele dei clienti disperati con la barca pronta che non può navigare. Un agente marittimo di Genova, ci mostra gli schedari che ha dovuto acquistare dall’introduzione dello STED per archiviare migliaia di fotocopie, le pratiche in sospeso e per la raccolta delle vecchie licenze cartacee.

LO STED NON FUNZIONA, È TROPPO LENTO

Cosa è successo? Come mai lo STED nuovo di zecca, parte così a rilento a tal punto da intasarsi? Come mai nonostante la professionalità e il virtuosismo delle capitanerie che accelerano le operazioni di immissioni dati, delle agenzie che segnalano all’assistenza tecnica i problemi e degli sviluppatori che sistemano rapidamente i problemi, le pratiche immesse sono più di quelle evase a tal punto da intasare il sistema per settimane?  Le varie associazioni di categoria protestano, escono molti articoli online che lamentano la situazione.

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Il logo dello STED

A LUGLIO PIU’ PERSONALE PER PIU’ BUROCRAZIA

Il MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) sollecitato da UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole Studi Consulenza Automobilistica) si trova costretto ad annunciare a luglio l’assunzione di 13 persone all’UCON (Ufficio di Conservatoria Centrale delle Unità da diporto) per sopperire alla mole di lavoro generato dal nuovo sistema informatico. I tempi si accorciano, ma questa notizia è anche una ammissione di sconfitta,  Il lavoro manuale, in un sistema telematico di nuova generazione, dovrebbe ridursi, in teoria…

LO STED NASCE PESANTE GIA’ A LIVELLO LEGISLATIVO

Il nuovo STED è sicuramente un passo avanti verso la centralizzazione delle pratiche, ma poiché l’informatizzazione è solo parziale e non integra l’intero processo, per il diportista lo STED è solo un nuovo percorso tra gli scogli della burocrazia a cui abituarsi.

La prima causa dei ritardi e della complessità dello STED va cercata direttamente nel testo del Decreto del Presidente della Repubblica – 14/12/2018 – n. 152. che definisce cosa sia il SISTE Sistema telematico centrale della nautica. Il legislatore ha voluto svolgere il ruolo dell’ingegnere andando a definire già a livello legislativo struttura, documenti necessari e procedure. Tali definizioni sono vincoli immutabili che hanno impedito qualsiasi miglioramento a chi ha realizzato il sistema informatico dello STED. A fare meglio, in sostanza, si viola la legge.

Secondo il DPR, il SISTE deve esser composto da ATCN, Archivio Telematico Centrale Unità da Diporto (l’acronimo non corrisponde!) avere un relativo ufficio UCON e avere un portale STED in collegamento telematico con il CED (Centro elaborazione dati della Direzione generale per la motorizzazione del Dipartimento per i trasporti) attivo nelle Capitanerie di porto, negli uffici circondariali marittimi, alla Motorizzazione Civile, e nelle agenzie marittime abilitate. 

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Come appare la sottopagina STED sul portale dell’Automobilista

STED, SOTTOPAGINA DEL PORTALE DELL’AUTOMOBILISTA

ATCN, CED e il portale STED non vengono ingegnerizzati da zero, ma sono implementati adattando la tecnologia già presente al dipartimento dei Trasporti. Lo STED, ad esempio, è una sottopagina del portale dell’Automobilista. Da un punto di vista tecnologico, ci è apparso che lo STED sia, in sostanza, un database centrale ad accesso remoto, non molto di più. 

LO STED E’ PARTITO SENZA IL PRECARICAMENTO DEI DATI

Pensavate che con l’attivazione ufficiale tutte le barche esistenti al RID (Registro delle Imbarcazioni da Diporto) fossero già pre-inserite nel sistema STED? Niente affatto. Le barche devono essere inserite al momento in cui viene richiesta una qualsiasi operazione su di esse (ad esempio un cambio di residenza del proprietario).

Tocca alla Capitaneria di Porto o UMC (Ufficio di Motorizzazione Civile) di competenza, previa richiesta, recuperare il cartaceo e immettere e validare i primi dati nello STED. Non si usa il riconoscimento automatico dei dati, tecnologia ormai disponibile su qualsasi smartphone, ma anche questi passaggi iniziali devono esser fatti uno ad uno alla tastiera.

A seconda del numero di barche registrate nella località, e del personale disponibile, in questa fare preliminare, si accumulano i primi ritardi, da 3 a 10 giorni.

UN NUOVO PASSAGGIO BUROCRATICO FA PERDERE 7 GIORNI 

Prima di iniziare qualsiasi operazione STED, deve inizialmente essere allegato un nuovo documento: la dichiarazione di costruzione o Importazione (detta DCI). A cosa serve la DCI? Testuale: “La DCI è il documento con cui verificare la compatibilità dei dati delle unità immesse in commercio con quelli a disposizione del proprietario”. Ci hanno spiegato poi esser stato introdotto come strumento anti-frode. Il DCI Deve esser richiesto “alle associazione di costruttori, importatori e distributori maggiormente rappresentative sul piano nazionale”. Quali? Al momento c’è solo Confindustria Nautica (ex Ucina). C’è un apposito modulo da compilare e inviare via email indirizzata a dci@ucina.net con allegate copia del codice fiscale e dati del richiedente e  l’attestazione del versamento di euro 25 all’ente stesso da farsi sul conto corrente intestato a Confindustria Nautica. In questa fase si perdono fino a 7 giorni.

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Con il nuovo STED, lo Sportello Telematico del Diportista, dai 7-10 giorni di attesa con i vecchi registri cartacei si è passati a 35 giorni per una nuova immatricolazione STED e fino a un massimo di 2 o 3 mesi per un passaggio di proprietà. I tempi di attesa così non sono sostenibili!

ANCORA CODA ALLE POSTE PER I BOLLETTINI E MARCHE DA BOLLO

Per ottenere i documenti generati dallo STED, come la licenza di navigazione ad esempio, si deve pagare, e qui restiamo sorpresi dalla necessità di dover fare la coda alle poste. Come per le Patenti Nautiche, i pagamenti non si possono fare online (un paradosso per uno sportello “telematico”), ma andranno effettuati utilizzando esclusivamente il “bollettino bianco mod. TD123”. Per essere precisi sono 3 i bollettini, uno per i “Diritti SISTE” (vedi box tariffario dei “diritti”), un secondo pari a 9.50 euro per ogni operazione richiesta giustificato “Corrispettivo attività STED” e un terzo bollettino di 1,95 euro per i costi di stampato licenza. Poi si dovrà andare in tabaccheria per le immancabili marche da bollo, tre da 16 euro.

ALTRO PASSAGGIO: IMMISSIONE DI 50 VOCI IN CAMPI MANUALI 

Inserita la barca nello STED e ottenuto il DCI, l’ufficio di dovere passa all’inserimento dei dati della barca. Necessarie una cinquantina di voci da digitare a mano nei vari campi e menu a tendina di cui è costituito il portale: dati costruttore, dati scafo, motore, dichiarazione conformità, anagrafica proprietario, i dati relativi agli apparati ricetrasmittenti di bordo e la relativa licenza di esercizio dell’apparato radiotelefonico, dati relativi alla licenza di navigazione, i dati relativi al certificato di sicurezza…etc etc. Se c’è qualche incongruenza, o mancano dei dati, non si va avanti. A seconda dell’ufficio o dell’agenzia marittima che segue la pratica, e degli arretrati che hanno accumulato, possono volerci poche ore o alcuni giorni.

Se c’è qualche problema tecnico, l’Agenzia non sa spesso a chi rivolgersi, e iniziano le telefonate, le chiamate al centralino sempre occupato e l’attesa che il problema tecnico venga risolto.

Per i dati già inseriti, non si possono fare correzioni direttamente nel sistema, ma occorre chiedere all’assistenza o far ripartire da zero la pratica.

INFINE ASPETTARE VERIFICA CED E UCON …

Sono passati già circa 10 giorni, se ne dovranno aspettare altri perché nonostante i dati siano già stati inserito dalla capitaneria, si sia ottenuto il DCI e siano stati immessi nel portale…. occorre aspettare la verifica! I dati vengono inviati telematicamente, appunto, al CED, che attribuisce, in modo automatico, un numero progressivo cronologico all’istanza. Si deve aspettare che venga verificata la congruenza dei dati ricevuti con quelli presenti nell’ATCN, e se confermata, il CED procede all’aggiornamento dell’archivio e autorizza lo STED alla stampa del documento di navigazione richiesto. Questa è la fase in cui si sono accumulati ritardi, e qui che sono state assunte 13 persone come nuova forza lavoro.

Molte pratiche si sono impantanate in alcune incongruenze o dati errati. Da Luglio, pare che le pratiche inizino a velocizzarsi e i tempi di attesa si riducono da 20 a 5 giorni per le nuove pratiche. 

INTANTO IN POLONIA SI IMMATRICOLA IN 3 GIORNI…

Nonostante le migliorie, al momento, per via della sua struttura complessa e per la solita burocrazia di cui nemmeno un sistema che nasce telematico sembra poter fare a meno, per una immatricolazione nuova via STED ci vogliono, salvo intoppi (e spesso, di intoppi ce ne sono!) circa 15 giorni, per un usato circa un mese. Interessante notare che altri paesi europei si sono mossi già da anni in questa direzione, e spesso sono più bravi di noi. La licenza di navigazione provvisoria polacca si ottiene in tre giorni, resta valida per tutta la vita dello yacht, non è richiesta la visita di ispezione se lo scafo è sotto i 24m, si ottiene online con una spesa di circa 600 euro, non è richiesta alcuna residenza in Polonia… e niente coda alle poste per i bollettini!

SI POTEVA FARE DI MEGLIO?

Lo STED con il tempo migliorerà, si dice, ma visto che di STED se ne è parlato per per anni, si poteva fare meglio? Non doveva lo STED essere uno strumento di semplificazione burocratica, oltre che di centralizzazione? Si è forse persa l’occasione di costruire, ex novo, un vero servizio telematico per il cittadino, incentrato sui bisogni e sui tempi del diportista armatore e riducendo i costi e passaggi della pubblica amministrazione? Ai lettori il giudizio…

Luigi Gallerani

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FOCUS/1 – LE TARIFFE DELLO STED

Rivolgendosi a una agenzia i costi totali per una qualsiasi pratica che richieda l’accesso allo STED si aggirano sui 300-500 euro. Parte di questi costi sono i famosi  “Diritti  per  le  attività  rese  dagli  sportelli  telematici del diportista,  Art. 63, comma 1-bis, D.L. 18 luglio 2005, n. 171” a cui si aggiungono  25 euro da versare a Confindustria Nautica per ottenere il DCI alla prima operazione e varie marche da bollo.

• Rilascio licenze di navigazione 29,57 euro

• Aggiornamento licenze di navigazione 17,76 euro

• Iscrizione nell’Archivio telematico
centrale delle unità da diporto (ATCN)
35,48 euro

• Rinnovo licenze 29,57 euro

• Copia di un documento 11,82 euro

• Rilascio di un duplicato 29,57 euro

• Autorizzazione alla navigazione temporanea
e licenza provvisoria di navigazione
23,65 euro

• Trascrizione di atti relativi alla proprietà e di| altri atti e domande per i quali occorre la trascrizione; iscrizione o cancellazione di ipoteche

• Rilascio estratto ATCN 23,65 euro

FOCUS/2 – LO STED VISTO DALLE AGENZIE MARITTIME

Abbiamo chiesto l’opinione sullo STED a UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole Studi Consulenza Automobilistica), che rappresenta molte agenzie marittime sul territorio. Ci risponde il Responsabile Nazionale Nautica Settore Studi Dott. Marco D’Agliano.

Come mai lo STED è partito con così tanti  ritardi?

“A partire dal 2019 il sistema è stato attivato per le prime iscrizioni scontando quelli che possiamo definire errori di gioventù e sicuramente una struttura informatica, non creata appositamente per la nautica ma adattando un sistema già esistente: problemi che si sono riproposti all’inizio di questo anno con la messa in regime di tutte le formalità del diporto che devono essere trattate attraverso lo STED. Possiamo dire che è stato uno stress-test al quale il sistema si sta via via affrancando con riduzione dei tempi di attesa”.

UNASCA è stata coinvolta nella fase di ideazione e in quella implementativa dello STED? Quali criticità avete riscontrato e quando saranno risolte?

“Alcuni studi pilota sono stati svolti in modo collaborativo nella fase di sperimentazione avvenuta dai primi giorni di luglio del 2019. Il sistema aveva già una sua architettura che, collaborando con il MIT e su suggerimento delle associazioni fra cui UNASCA, è stata implementata e corretta in alcuni passaggi. La fretta di far partire lo STED ha sicuramente gravato sulla tenuta iniziale del sistema. Da anni si parlava di digitalizzazione della Nautica e un punto zero doveva pur essere attuato. Le criticità sono di natura operativa, dovute al massivo inserimento dei dati nell’ATCN Nazionale da parte delle Capitanerie di Porto che giocoforza rallenta la fase di lavorazione e di convalida. Sicuramente siamo avviati verso la soluzione, con gli inserimenti mirati a seconda delle pratiche in lavorazione con priorità di inserimento di quelle oggetto di trasferimenti di proprietà”.

Lo STED riuscirà a migliorare nelle tempistiche la vita del diportista, offrendo, ad esempio per un passaggio di proprietà, pochi giorni?

“Siamo consapevoli che un nuovo sistema sconta le difficoltà di allineare i vecchi registri cartacei e di conseguenza i tempi sono nella fase attuale più lunghi del previsto, ma come è accaduto per le auto con l’avvento dei sistemi telematici anche nella nautica, attraverso l’impegno comune di Capitanerie, Ministero dei Trasporti e Sted privati si potrà sopperire a queste difficoltà iniziali”.

Si semplificheranno i passaggi burocratici di contorno allo STED come ad esempio il pagamento di bollettini e marche da bollo?

“Con l’avvento del sistema PAGO PA tutte le formalità trattate dalle pubbliche amministrazioni verranno saldate in maniera digitale evitando il vecchio bollettino postale, un protocollo di pagamento oramai in via di piena attuazione in ogni settore pubblico”.

UNASCA promuove la figura del consulente Nautico, professionista che segua e faccia da garante e consulente per le pratiche di compravendita nonché della gestione delle pratiche via STED. Per il diportista, questo ha un costo aggiuntivo?

“La nuova figura del Consulente Nautico ricopre un ruolo chiave nel sistema telematico della nautica da diporto, senza aggravi di spesa per l’utente che non pagherà nessun aumento rispetto al passato quando vorrà affidare la formalità di iscrizione o trascrizione di proprietà di una imbarcazione ad un ufficio abilitato STED. Si tenga presente che alcuni STED in qualità di STA (Sportelli telematici dell’automobilista) sono deputati per legge ad eseguire le autentiche di firma delle compravendite di imbarcazioni , racchiudendo in un unica figura professionale tre ruoli ben definiti dalle attuali norme , ovvero Il pubblico Ufficiale Autenticatore, il Consulente Nautico, ed in qualità di STED il responsabile del procedimento amministrativo legato alla Pubblicità Navale. Prima si doveva andare dal Notaio, poi all’ufficio postale ed infine alle Capitanerie…”.

 


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