Così è nata la Lambo del mare. La nostra intervista al designer di Lamborghini, Mitja Borkert

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Mitja Borkert
Mitja Borkert

Mitja Borkert, Direttore Centro Stile Lamborghini

“Le barche? Disegnarne una è sempre stato il mio sogno. Una grande sfida che mi lascia molto soddisfatto.
Rifarlo in futuro? Ne sarei felice” – Mitja Borkert, direttore Centro Stile Lamborghini

Oggi vi raccontiamo la vera storia di come il DNA Lamborghini è arrivato dall’asfalto al mare in un’intervista esclusiva al designer Mitja Borkert.

Cinquant’anni fa la cortina di ferro tagliava l’Europa in due. Mentre a Berlino Est le Trabant scorrazzavano frenetiche, in Italia iniziava a circolare il nome di una supercar destinata a fare la storia. Tutto ha inizio nell’estate del 1970, quando Ferruccio Lamborghini cerca la degna erede della Miura, auto cult di Lamborghini per eccellenza. Nemmeno un anno dopo, al Salone di Ginevra del marzo 1971, si sente per la prima volta la parola Countach nel mondo delle auto. È un’esclamazione piemontese che significa “stupore”, ma nel giro di due anni diventa molto di più. È la prima generazione di Countach LP 400, l’inizio di uno dei modelli più rivoluzionari e longevi (17 anni in produzione) nella storia di questa casa automobilistica. A guidare dal punto di vista stilistico la transizione è Marcello Gandini, capo dello Stile della Carrozzeria Bertone.

Su questa vettura debuttano le celeberrime portiere verticali come innovazione tecnica, ma la vera rivoluzione è nel design. Le linee curve avevano dominato la scena fino a quel momento, ma la Countach cambia le regole: è una vettura bassissima, larga e tutta spigoli. Oggi, cinquant’anni dopo la sua nascita, Mitja Borkert, designer tedesco classe 1974 e direttore del Centro Stile Lamborghini, sta portando avanti lo spirito all’avanguardia del marchio, non solo sulle quattro ruote.

Il 2021 ha visto debuttare il Tecnomar 63 for Lamborghini (leggi qui com’è fatta), ispirata alla Siàn FKP 37, prima Lambo ibrida nella storia, nata appunto dalla mano del designer tedesco. Con l’architetto Gian Marco Campanino, direttore artistico di The Italian Sea Group, sono riusciti nel non facile compito di portare il DNA della casa di Sant’Agata Bolognese in un motoryacht di 19 metri e 4.000 cavalli, erogati da due motori MAN V12 con eliche di superficie.

Tecnomar 63 for Lamborghini

Tecnomar 63 for Lamborghini

In sinergia con il magazine Top Yacht Design abbiamo avuto l’onore di partecipare alla presentazione ufficiale di questo primo modello, riservata solo ad alcuni giornalisti. Un’occasione unica per vedere una delle barche più attese del 2021 e per intervistare Mitja Borkert, nato nella DDR delle Trabant e oggi tra i più importanti designer di auto (e ora anche di barche) al mondo. In quest’intervista ci racconta in esclusiva com’è nato questo progetto, le sue sensazioni e il suo punto di vista sul mondo barche e automotive.

Questa è stata la sua prima volta nel design nautico. Cosa le è piaciuto di più in questo progetto?

È sempre stato un sogno per me, nel senso che ho sempre avuto il desiderio di contribuire a progettare uno yacht. Mi è piaciuta molto l’emozione di entrare in un mondo completamente nuovo, con riferimenti e sfide diverse rispetto al design automobilistico. Personalmente sono molto soddisfatto del risultato e di quello che ho imparato.

Cosa è stato più impegnativo nel portare il DNA di una supercar sul mare?

Non volevamo progettare un’auto capace di stare sull’acqua, ma trasferire l’essenza del nostro DNA. Quindi, abbiamo immaginato una Lamborghini sul mare. Questo yacht è la nostra visione: è la perfetta interpretazione del nostro marchio in un ambiente nautico. E una delle maggiori sfide è l’elemento naturale con cui si ha a che fare. L’aria è per le auto quello che l’acqua è per una barca, e questa è stata sicuramente una grande sfida.

Borkert, a sinistra, con Gian Marco Campanino, direttore artistico di The Italian Sea Group

Mitja Borkert, a sinistra, con Gian Marco Campanino, direttore artistico di The Italian Sea Group

Le piacerebbe progettarne un altro?

Ora mi sto ancora godendo questo progetto, ma sicuramente, se ci saranno le condizioni giuste, mi piacerebbe collaborare e disegnarne un altro. Se il tempo per un altro progetto arriverà di nuovo, sarò felice di cogliere l’opportunità.

Su una supercar come la Lamborghini, ogni millimetro è “ottimizzato”. Su una barca di 18 metri, si ha molto più spazio per essere “liberi” di progettare. Come ha utilizzato questa libertà?

Avevo sicuramente più superfici a disposizione per esprimere il DNA Lamborghini e questo mi ha permesso di immaginare il design più puro che potessi pensare.

Plancia di comando del Tecnomar 63 for Lamborghini. Da notare la forma ad esagono che contiene il logo Lamborghini

Non solo nelle auto, ma anche negli yacht le forme seguono la funzione. E una delle funzioni che avevo in mente mentre progettavo questo yacht era il piacere di usarlo in una giornata di sole, insieme agli amici, godendo dei paesaggi. Per queste ragioni, ho cercato di evitare qualsiasi barriera visiva e di avere spazi aperti a 360 gradi. Poi i dettagli (Y ed esagono) sono un ritornello in tutta la barca. Questi sono nel nostro linguaggio di design fin dall’inizio, a partire dalla Miura e dalla Marzal. Le stesse forme che ricorrono nel movimento “futurismo”. Sono davvero equilibrati e permettono di creare linee puristiche.

Sián FKP 37 è uno dei suoi ultimi progetti. Perché proprio quest’auto per ispirare Tecnomar 63?

Quando abbiamo iniziato e pensato questo progetto, la Sián FKP 37era l’ultima auto che avevamo lanciato e la più innovativa: il riferimento perfetto per un progetto molto innovativo. Prima di tutto abbiamo voluto mantenere la silhouette di quest’auto nel design dello yacht; altri dettagli sono direttamente legati al suo design, come le luci anteriori e posteriori, le forme a Y in diversi elementi dello yacht, l’ampio uso di materiali in fibra di carbonio.

Tecnomar 63 for Lamborghini, versione sull’acqua della Siàn FKP 37

Tecnomar 63 for Lamborghini, versione sull’acqua della Siàn FKP 37

Il lato creativo ed emotivo del design con le limitazioni e le restrizioni imposte oggi nell’industria automobilistica? Le trova restrittive o una sfida?

Prendo sempre ogni nuova situazione come una sfida; ci sono nuove regole per garantire miglioramenti, quindi io e il mio team lavoriamo duramente per creare qualcosa di eccezionale in termini di design, ma “entro le regole”. E quando finalmente lo si ottiene, siamo davvero soddisfatti!

Il settore dell’auto oggi sta subendo enormi cambiamenti. Che ruolo ha il design in questo momento storico?

Penso che il design avrà un ruolo importante: quando le tecnologie vanno nella stessa direzione per qualsiasi produttore, il design può e deve fare la differenza.

l lato creativo ed emotivo del design con le limitazioni e le restrizioni imposte oggi nell’industria automobilistica? Le trova restrittive o una sfida?

Prendo sempre ogni nuova situazione come una sfida; ci sono nuove regole per garantire miglioramenti, quindi io e il mio team lavoriamo duramente per creare qualcosa di eccezionale in termini di design, ma “entro le regole”. E quando finalmente lo si ottiene, siamo davvero soddisfatti!

Auto Lamborghini presso la sede di The Italian Sea Group a Marina di Carrara

Il settore dell’auto oggi sta subendo enormi cambiamenti. Che ruolo ha il design in questo momento storico?

Penso che il design avrà un ruolo importante: quando le tecnologie vanno nella stessa direzione per qualsiasi produttore, il design può e deve fare la differenza.

Ritorniamo da dove siamo partiti. Quest’anno ricorre il 50° anniversario della Countach. Secondo lei, cosa l’ha resa una supercar unica?

La Countach è una delle auto più significative ed emozionanti della storia dell’automobile e del patrimonio della Lamborghini. Quando è stata presentata, il suo design dirompente e duraturo è diventato immediatamente un simbolo dell’ultra-cool automobilistico e del lifestyle. La silhouette distintiva della Countach, con la linea essenziale che corre dalla parte anteriore a quella posteriore, gli angoli e le linee nette e l’idiosincratica forma a cuneo, ha innovato il moderno design super sportivo e i futuri modelli Lamborghini. Non solo per Lamborghini, ma anche nella storia del car design.


Articolo originale completo apparso su Barche a Motore N.21 – Da pagina 68 a pagina 76

 

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