Azimut 68, la rivoluzione ordinata

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Ausonio, Mancini, Salvagni: il cantiere di Avigliana non cambia la formazione titolare. Carena, coperta e interni sono opera loro, anche per l’ultimo nato della gamma Flybridge che ha esordito a Cannes

by Niccolò Volpati

Tra i modi di dire, diffusi soprattutto un po’ di tempo fa, c’era il celeberrimo “è successo un ’48”. Era nato dopo i moti rivoluzionari che hanno attraversato l’Europa nel 1848 ed era sinonimo di caos, confusione, disordine.

Ma noi siamo saliti a bordo di un ’68 che, anche se è destinato a segnare un cambiamento nella gamma Flybridge di Azimut Yachts, non è sinonimo di disordine. Anzi, al contrario, al timone mi ha dato la sensazione esattamente opposta. È una barca equilibrata, regolare e in ordine. In sala macchine ci sono due IPS 1350 con due motori da 1.000 cv ciascuno. Un po’ di onda e un vento leggermente rafficato ci accompagnano, ma, nonostante questo, provo a virare a tutta barra.

Azimut 68

Sono in cima al fly, nella seconda postazione di guida, quindi parecchio in alto. La barca s’inclina, ma non mi sento mai in pericolo. Lo fa per assecondare la virata e la maneggevolezza dello scafo. E nonostante tutta quella sovrastruttura, Azimut 68 si muove agilmente sulla carena disegnata dall’ufficio tecnico del cantiere e da Pierluigi Ausonio in particolare. La barca appare a suo agio, anche tra le onde, non eccessive, ma nemmeno inesistenti. Colpisce anche la facilità e rapidità con la quale riacquista l’assetto dopo una virata stretta.

In ordine, inoltre, sono anche le prestazioni con una velocità massima di 32,5 nodi e un minimo di planata di 15,4. I consumi passano dai 128 litri/ora totali che servono per planare fino ai 350 litri di consumo istantaneo alla massima velocità. Altra cosa che mi ha colpito favorevolmente in navigazione è la rumorosità, o meglio, la silenziosità. Dalla plancia in dinette, i decibel sono passati da 55 a 65. Quasi un valore da motore elettrico, di certo un rumore decisamente attenuato. La rivoluzione equilibrata si fa notare soprattutto dal design esterno e interno. Quello esterno è stato realizzato da Alberto Mancini, ispirato al car design, si caratterizza per la pulizia delle linee.

AZ bow

Oltre alla leggerezza, c’è la trasformabilità. Lo si nota nella zona di prua dove una parte del prendisole si può ribaltare per creare una zona lounge. Stessa filosofia seguita da Achille Salvagni per gli interni. In questo caso, l’area più esplicativa di questo concetto si trova in dinette perché in poche mosse si possono creare due aree distinte con funzioni diverse. E poi, come sempre, c’è la luce, nel senso che le vetrate e le finestrature non mancano e la luce naturale filtra negli ambienti interni aumentano la percezione della dimensione degli spazi.

Azimut 68

La scheda tecnica

Azimut 68
Lunghezza fuori tutto 20,98m – Larghezza massima 5,23m – Pescaggio 1,60m – Dislocamento a pieno carico 43.700 kg – Serbatoio carburante 3.700 l – Serbatoio acqua 1.000 l – Motori 2x Volvo Ips 1350 (2×1.000 cv)

(Azimut 68, la rivoluzione ordinata – Barchemagazine.com – Settembre 2021)

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