Ad Artemare Club il Sabir la Lingua antica dei Porti del Mediterraneo nella Carta Pisana

0
168

Ad Artemare Club continua la divulgazione della Lingua dei Marinai con il “Sabir” o “la Lingua Franca” parlata in tutti i porti del Mediterraneo tra l’epoca delle Crociate e tutto il XIX secolo, con struttura grammaticale semplificata nata per il contatto fra gruppi linguistici diversi per consentire la comunicazione pratica, specialmente per negli scambi commerciali. Il Sabir sebbene avesse diverse varianti, sia diatopiche che diacroniche, era costituita principalmente da un lessico al settanta per cento italiano con forti influenze venete e liguri e per un dieci per cento spagnolo, più altre parole di altre lingue mediterranee, come arabo, catalano, sardo, greco, occitano, siciliano e turco.

Il nome Sabir è probabilmente una storpiatura del catalano saber, cioè “sapere”, ma questa lingua era chiamata anche Petit Mauresque o Ferenghi, ‘Ajnabi o Aljamia e serviva a mettere in contatto i commercianti europei con gli arabi e i turchi, ma la parlavano anche gla Malta, i corsari del Maghreb e i fuggitivi europei che trovavano riparo ad Algeri. La morfologia era molto semplice e l’ordine delle parole molto libero, vi era un largo uso delle preposizioni per supplire alla mancanza di alcune classi di parole, tra cui gli aggettivi possessivi,  aveva inoltre un numero limitato di tempi verbali.

Il Compasso da Navegare, custodito presso la Biblioteca dello Stato Prussiano di Berlino oggi Biblioteca Municipale di Berlino, o Handschriftenabteilung della Staatsbibliothek, è il più antico portolano relativo alla totalità del Mediterraneo, risalente al 1296 è anche il primo documento sino ad oggi rinvenuto nella lingua in parola, un’opera italiana scritta in volgare, che non si può però definire toscano, genovese o veneziano, essendo frequenti i vocaboli catalani, provenzali, arabi e bizantini e pertanto una lingua franca derivante dalla fusione di diversi idiomi e dialetti, che veniva parlata dai marinai di tutto il mondo. In argomento è interessante lo studio del Portolano medievale di  Bachisio Raimondo Motzo del 1947, che scoprì e studiò il testo medievale contenuto all’interno del Codice Hamilton 396,  lavoro che non si è limitato alla pubblicazione di tale manoscritto, peraltro preziosissimo per la mole dei dati contenuti ma affronta la questione relativa all’origine e all’evoluzione dei portolani e delle carte nautiche e pertanto alla Carta Pisana, disegnata alla fine del XIII secolo probabilmente intorno al 1275,  con l’uso di molti dialetti nella toponomastica che fa pensare alla redazione da fonti in Sabir. Una bellissima e grande stampa della Carta Pisana dove è ben visibile l’Argentario e rari libri che la ricordano saranno presto esposti nella sede di Artemare Club al Corso antico di Porto Santo Stefano.

Il Mare Nostrum, per più di mille anni è stato un crocevia di culture, storie, popoli, soldati e mercanti, con scontri navali e fatti di sangue ma sempre luogo di continuo incontro e la più grande dimostrazione di questo sta nella lingua Sabir, un’idioma parlato in tutti i porti del Mediterraneo, indispensabile per chiunque volesse lavorare sul mare o con il mare. Nel 1830 viene addirittura pubblicato un dizionario di questa lingua del mare “Dictionnaire de la langue franque ou Petit mauresque”, manuale scritto in lingua francese in occasione della spedizione francese in Algeria. Per chi fosse curioso di sentire il Sabir è in commercio il CD “Cafè Loti” scritto e suonato da Nando Citarella, Stefano Saletti e Pejman Tadayon visibile per qualche brano anche su Youtube.

L'articolo Ad Artemare Club il Sabir la Lingua antica dei Porti del Mediterraneo nella Carta Pisana sembra essere il primo su Nautica Editrice.

NESSUN COMMENTO