#Vibo Valentia risale all’ insediamento preellenico chiamato Veip

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vibo valentia
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Nel 422 a.C. Vibo Valentia si allea con Siracusa e vince la guerra con Locri anche se poi nel 389 a.C. viene sconfitta da Dionisio.

La sua ricostruzione avviene sotto ai cartaginesi che la rendono un importante centro militare.
Sono i Romani a darle il nome di Valentia.

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In epoca bizantina la città è roccaforte militare grazie anche alla sua pozione strategica.

Dopo aver subito le distruzioni dei saraceni, con i normanni torna ad essere un importante centro militare, grazie alla sua posizione che domina sia l’entroterra che il traffico dal mare.

In questo periodo viene costruito il Castello, simbolo della città.

Nel 1235 diventa Monteleone di Calabria sotto Federico II  e si sviluppa come centro economico e culturale.

Partecipa ai moti rivoluzionari del 1799 e a quelli risorgimentali del 1848.

Nell’agosto 1860 accoglie la spedizione garibaldina e dal 1928 la città assume il nome attuale, Vibo Valentia.

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Questa località della Calabria offre molte cose da visitare ai suoi turisti. Ricca in storia, sono presenti parecchi monumenti, chiese, palazzi che meritano di essere fotografati.

Il Duomo, dedicato al patrono S. Leoluca, è stato costruito tra il 1680 ed il 1723 ed è il luogo di culto più importante della città.

Sorge sui resti di due precedenti chiese, una basilica bizantina ed una chiesa medievale. La sua facciata è incorniciata tra due campanili mentre sono da vedere le bellissime porte in bronzo che raccontano la storia della città.

L’interno è a tre navate e comprende un altare maggiore settecentesco con un gruppo in marmo di Carrara di A. Caccavello (XVI sec.), una tavola del ‘500, Madonna della Sanità mentre di grande splendore è il transetto sinistro con il suo trittico in marmo di Antonello Gagini.
Vicino al Duomo non si può non vedere il Valentianum Questo, ex Convento dei Domenicani, eretto nel XV sec. e rimaneggiato nel secolo successivo, sede di un istituto scolastico, ospita anche il Museo d’Arte sacra che si può visitare su richiesta.

Verso Corso Umberto I si possono vedere la Chiesa di S. Maria La Nova, dal bel portale cinquecentesco in marmo scolpito e la Chiesa del Rosario, eretta dai Francescani nel 1280 e rifatta successivamente, che comprende all’interno opere d’arte e monumenti sepolcrali trecenteschi.

Sono da visitare anche le Rovine di Hippónion vicino al cimitero, dove sono stati individuati resti delle mura in arenaria costruite nel VI-V sec. a.C. e resti di un tempio dorico.
Dal Belvedere Grande si gode di un ottimo panorama che abbraccia la costa tirrenica da Capo Palinuro a Messina.

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La Chiesa di S. Michele, eretta nel XI-XII sec., è stata riedificata nel ‘500, probabilmente da Baldassarre Peruzzi.
Malgrado ricordi le forme rinascimentali artistiche, è il campanile ad attirare l’attenzione per le sue dimensioni sproporzionate. Originariamente era a quattro piani ma il terremoto del 1783 e un fulmine nel 1827 lo hanno ridotto a tre.

Proseguendo da questa chiesa si passano vicoli e scalinate in pietra per arrivare al quartiere medievale con i suoi palazzi nobiliari, tra cui Palazzo Cordopatri e Palazzo Romei.

Da vedere anche la Chiesa di Santa Ruba nei dintorni di Vibo a San Gregorio d’Ippona.

Di origini antiche,  venne costruita attorno all’anno 1000 da Papa Callisto II, presenta una cupola d’ispirazione orientale
Costruito dai normanni sull’acropoli di Hippónion in parte con blocchi di arenaria provenienti dalle mura greche, il Castello spicca con la sua torre normanna ottagonale alla quale Federico II aggiunse quattro baluardi.
La struttura ha subito poi altre modifiche tra cui l’aggiunta di un piano, che crollerà poi con il terremoto.

Dal Castello si possono fare bellissime fotografie panoramiche grazie alla sua splendida vista sui due golfi di S. Eufemia e Gioia Tauro, sulla Sila e sulle Serre.

Oggi il Castello ospita il Museo archeologico statale che comprende reperti di periodi compresi tra la preistoria e la tarda età romana e medievale. Merita attenzione la laminetta aurea, la più completa nel testo tra quelle rinvenute nella Magna Grecia, che testimonia il culto orfico.

Si possono vedere anche corredi di necropoli greche ed un ampio repertorio di vasi, che va dal VI sec. a.C. all’età medievale.

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Oltre che visitare i monumenti storici ed artistici della città, a Vibo Valentia si possono fare delle passeggiate lungo tutto il centro godendo dell’atmosfera elegante di Corso Umberto I e di Corso Vittorio Emanuele III, oggi luogo di incontri e conversazione.

I più giovani possono trovarsi in Piazza Martiri d’Ungheria e Piazza Municipio in uno dei tanti locali.

Per chi ama visitare i Musei, la città offre una vasta scelta.

Oltre al Museo Archeologico Statale, c’è il Museo dell’Arte Sacra, il  Museo dei marchesi di Francia, il Museo della tonnara e quello della Civiltà Contadina.

Affacciata sul mare, Vibo Marina, il lido di Vibo Valentia, che già nel periodo della Magna Grecia aveva un porto rinomato e molto attivo.

Chiamata inizialmente Porto Santa Venere, nome dato da un pescatore del luogo che scoprì sulla spiaggia la statua di Santa Venere, secondo una antica leggenda, acquisì poi il nome attuale nel 1928.
Con l’alluvione del 2006 la cittadina ha purtroppo subito gravi danni.

Oltre a Tropea, merita un’escursione Pizzo Calabro, centro peschereccio e balneare nei dintorni di Vibo Valentia situato a picco sul mare in pittoresca posizione lungo la costa del golfo di S. Eufemia.

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Per chi ama la montagna, si consiglia una visita a Serra S. Bruno, centro delle Serre Vibonesi, località nota per la Certosa e per l’ambiente montano circostante.

Da visitare anche la La Madonnella, una chiesetta intitolata alla Madonna del Buon Consiglio.
E’ immersa in una verde pineta sulla S.S. 18 per Vibo Marina e fu costruita nel XVIII secolo sui resti di un convento dei Cappuccini risalente al 1534.
E’ aperta al pubblico in occasione della festa di S.Anna, il 26 luglio.

A circa 25 km ovest da Vibo si trova la Spiaggia della Contura di Parghelia  meglio nota col nome di La Pizzuta, per i pinnacoli granitici che si ergono dalle acque del mare. E’ una splendida spiaggetta di sabbia chiara e soffice punteggiata da scogli ed orlata dalla scogliera della Pizzuta.

La Spiaggia di Briatico si trova a ridosso dell’incantevole località balneare omonima, a circa 10 chilometri da Vibo Valentia. Si tratta di un susseguirsi di spiagge, scogliere e baie, tra cui le spiagge di Baia Safo, Trainiti e San Giuseppe, caratterizzate da uno splendido litorale di sabbia chiara.

Bivona è una frazione di Vibo Valentia a poca distanza da Vibo Marina. Le sue spiagge fanno parte della Costa degli Dei, tra i più bei litorali calabresi.
La spiaggia di Bivona è il classico lido tirrenico con sabbia fine.

Le feste e le sagre sono in genere legate alle tradizioni gastronomiche della zona.

Il 26 luglio in occasione della festa di Sant’Anna si svolge la sagra dei fileja, una speciale pasta tradizionale fatta in casa, uno dei simboli della cucina di Vibo.

Alla fine dell’estate, si svolge una sagra con i piatti tipici della zona e i prodotti tipici locali, dalla nduia alla salsiccia, dalle ricotte nostrane alle pitte (focacce). Durante l’anno, ogni sabato, si svolge il mercato dove si possono acquistare i prodotti tipici dell’artigianato e della gastronomia vibonese.

La cultura gastronomica vibonese è molto varia.

Tra i primi piatti della cucina tradizionale ricordiamo lafileja (pasta fresca condita con una grande varietà di sughi) e le legane e ceci.

Uno dei prodotti gastronomici tipici, di tutta la Calabria, è la ‘nduja (un insaccato di suino) che può essere spalmata sul pane o usata come ingrediente per le ricette di diversi piatti.

Tra i formaggi: il pecorino, sia fresco che stagionato e la ricotta.

Tra i dolci tipici della cucina di Vibo Valentia, i ciciriati, biscotti ripieni di un impasto a base di caffè, ceci, cacao e noci, le pittapie, biscotti riempiti con un impasto di uva passa, noci, pinoli e cioccolato ed il sanguinaccio, sangue di maiale fatto bollire con zucchero, noci, cioccolato fondente e pinoli.

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