Valdenassi, te la do io l’America. Con le credit card…

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Valdenassi: le sedie Oskar Valdenassi: le sedie Oskar Valdenassi nel mondo Emanuele Maria Valdenassi

Dici internazionalizzazione e pensi alla grandi imprese, colossi della nautica compresi. Sbagliato! Perché anche piccolo è bello. Ma tutto dipende dall’intraprendenza, dalla creatività e dalla visione di chi è a capo di una piccola azienda, soprattutto se a conduzione familiare. Prediamo a caso la Valdenassi di Arma di Taggia (Imperia), azienda specializzata nella fornitura di arredi esterni per yacht e superyacht. Bastano pochi dati per capire la straordinaria performance di una realtà che nel 2019 ha celebrato i 2o anni dalla fondazione. Nel 2008-2009 la quota export registrava  il 22% del fatturato complessivo, ma spalmato su appena tre Paesi (Francia, Olanda e Principato di Monaco). Nel 2012 la quota si attestava già al 47%, quota stabile o in lieve crescita fino al 2020, anno d’oro della Valdenassi che ha piazzato i suoi prodotti in ben 42 Paesi, compreso il minuscolo Bahrain (vedi cartina). Un record invidiabile, una media annuale di forniture per circa 400 yacht.
“Ma non è stato semplice”, è il mantra di Emanuele Maria Valdenassi. Che si autofinanzia, non chiede soldi alle banche: “Nei tempi più difficili ricorro ai miei risparmi. Questo mi consente di assicurare consegne puntuali”. Cosa che i cantieri apprezzano molto di questi tempi… E si fidelizzano.
“Oggi – aggiunge Valdenassi – migliaia di yacht vanno in giro per il mondo con i miei arredi e continuo a ricevere richieste da parte di persone che mi dicono: ho visto i suoi mobili sullo yacht tal dei tali che era ormeggiato lungo il mio stesso pontile“.
Reputazione, quindi. Questione di immagine, riconoscibilità dell’azienda e del prodotto. Purtroppo la crisi prima e la pandemia dopo hanno falcidiato parte della galassia di micro-piccole imprese che, forti delle rispettive eccellenze,  vivevano e prosperavano grazie alla grande nautica. Fornitori di componenti e accessori che hanno chiuso i battenti.
Tornando alla Valdenassi, tra le chiavi del successo c’è da sottolineare la notevole struttura del sito web in italiano, inglese e francese, la presenza sui portali, la partecipazione costante ai saloni esteri quali Cannes, Düsseldorf e Fort Lauderdale (Florida). Senza dimenticare la possibilità di fatturare in dollari e consentire ai clienti americani di pagare a distanza con carta di credito senza addebito di commissioni: “Me ne faccio carico io”, sottolinea Emanuele Maria Valdenassi.
Recentemente l’azienda ha investito una cifra importante – “Autofinanziata”, precisa l’imprenditore – per un nuovo  software che consente di gestire più velocemente un numero maggiore di ordini e tutto il magazzino. Una scelta coraggiosa, considerate le dimensioni dell’azienda, ma decisamente strategica. E se in questo periodo gli ordini sono fisiologicamente in calo, Valdenassi si arma di pazienza e ottimismo: “Sono convinto e fiducioso che in primavera-estate il mercato si risveglierà e crescerà rispetto al 2020. La tendenza è sempre più chiara: cantieri e armatori ti chiedono gli arredi esterni all’ultimo momento. Vendi soltanto se sei in grado di soddisfare le loro richieste a giro di posta. Al contrario, se i tempi si allungano il cliente cercherà altrove. Al momento ci sono enormi problemi di approvvigionamento, molti componenti arrivano dall’Asia e a causa della penuria di container la merce viene imbarcata con diverse settimane di ritardo, per non parlare del costo dei noli marittimi aumentato in maniera spropositata,. E’ quasi triplicato”.
Il breve viaggio tra i segreti della cambusa di Arma di Taggia si conclude qui. Un modestissimo consiglio: oggi vanno di moda banchi e sedie a rotelle…  Occhio! Non funzionano né a scuola né sugli yacht. Per dire, soltanto una delle tante supercazzole inventate dalla premiata ditta A&A (Arcuri & Azzolina) fortunatamente – questa sì – già fallita.
Ai prossimi vent’anni!

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