#Salerno: una città sospesa tra passato e futuro

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Salerno  Panorama da castello di Arechi II

Salerno ormai è sulla strada dell’affermazione turistica, improntata inizialmente sul flusso di visitatori provenienti dalla stessa regione, nell’ultimo periodo è meta di crociere e tour organizzati. E’ la porta d’accesso per la Costiera Amalfitana, la più celebre del mondo, e per il Cilento, ma non si limita a fare da luogo di transito.

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Il capoluogo si è ritagliato un suo spazio, grazie alla rivalutazione del centro storico, all’esaltazione dei monumenti e soprattutto alla vivibilità ambientale che la fa sembrare un’atipica metropoli.

Raggiungiamo Salerno preferibilmente in auto, dalla Salerno-Reggio Calabria, l’uscita Salerno centro in un minuto ci raccorda dall’autostrada al centro città. Se arrivate a Salerno da nord, seguendo la Napoli-Salerno vi segnaliamo, fuori “classifica” la balconata dell’area di sosta prima di arrivare a Salerno. Ricavata dalla carreggiata autostradale, vi consigliamo di farci una sosta, di ammirare Salerno dall’alto con tutto il suo golfo che si apre come un ventaglio fino a capo Palinuro. Poi proseguite pure….

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Il primo punto da toccare è il Castello Arechi, prima di perdersi nelle strade della città, all’uscita dell’autostrada andiamo in direzione Costiera Amalfitana, ci inerpichiamo sul Monte Bonadies seguendo le indicazioni stradali verso località Croce, lasciamo l’auto e ci addentriamo nel Castello che a tratti può sembrare un rudere ma non lo è affatto, anzi. La terrazza che dà sulla città regala una vista mozzafiato da Capo d’orso a Punta Licosal’azzurro del mare fa da unione tra Cilento e Costiera, il porto è un tetri di colori, le navi che vanno e vengono e la città sembra immobile, stesa lungo il mare che sembra assolutamente silenziosa. Vi consigliamo dopo aver visitato il Castello, di seguire il percorso che porta alla Bastiglia, lungo il quale l’associazione Legambiente ha posizionato una segnaletica con la quale si possono acquisire informazioni sulle piante e gli arbusti tipici del monte Bonadies, sul quale si ergono il Castello e la Bastiglia. Giunti sulla sommità, si godrà di un panorama che lascia senza respiro.

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Lasciamo la fortezza e scendiamo in città, lasciamo la macchina, per il momento questo resta uno dei fattori negativi della città, la sosta in alcuni tratti costa due euro all’ora, e intraprendiamo il nostro cammino proprio sul lungomare Salernitano. Ci godiamo la villa, lo “struscio”, il mare che in quiete bagna la costa, magari durante un tramonto quando la pace regna sovrana e l’orizzonte è pinto di rosso. Una sensazione di pace e soddisfazione.

Lasciamo il lungomare e alle nostre spalle attraversiamo la villa comunale vera e propria, un giardino in mezzo alla città moderna, col traffico che ne lambisce i confini. E’ il naturale punto di confine tra città nuove e centro antico, al centro la  celebre fontana detta di don Tullio, ovvero di Esculapio, realizzata nel 1790 per fornire ristoro alla gente proveniente dal mare ed ai viandanti di strada.
Nel corso degli anni la Villa è stata arricchita di altri monumenti dedicati ad insigni personaggi storici e di specie botaniche, diventando luogo di incontro e di ritrovo.

Il nostro consiglio è di passarci tra novembre e gennaio, quando la villa diventa Giardino Incantato grazie allo Spettacolo delle Luci D’Artista che incantano grandi e piccini nel periodo natalizio.

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Usciamo dalla villa comunale e ci addentriamo nel cuore antico di Salerno, stradine e botteghe si susseguono in un via vai che riporta indietro nel tempo. Le strade animate del centro storico fanno rivivere quelli che erano i tempi dei mercanti, nell’epoca medievale. Ci avventuriamo tra le viuzze scorgendo i palazzi storici, le dimore e le pietre che bramano la storia della città che fu che fa da contraltare alla città moderna. Ancora oggi è talmente forte il contrasto che sembra di essere in un’altra città. Ci facciamo trasportare dal ritmo frenetico di un giorno qualunque di mercato, fino ad arrivare al Duomo tra i maestri orafi e gli orologiai, le loro botteghe sbrillucicanti d’oro ci fanno da guida fino all’ingresso della chiesa Madre del capoluogo.

La scalinata seicentesca conduce alla Porta dei Leoni con portale romanico dell’XI secolo. L’atrio che vi si apre è a 28 colonne classiche con decorazioni ad intarsio, tutto intorno sarcofagi di età classica e medievale. Il campanile, fonte di ispirazione per gli altri presenti in costiera, ha un corpo cilindrico terminale con archi intrecciati, raggiunge l’altezza di 52 metri. Un misto tra romanico e bizantino che incute timore e rispetto, al suo interno le reliquie del Santo Patrono Matteo la cui venerazione fa parte della salernitanità più verace e tradizionale. Il duomo di Salerno è un esempio di storia dell’arte, un monumento da ammirare in silenzio, tutto d’un fiato….

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Ci accomodiamo su una panchina, a goderci la pace e la serenità di questo abnorme capoluogo di provincia, sospeso tra ciò che fu e che sarà….

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