#Riposto è un antico scalo commerciale sulla costa orientale di Sicilia

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Riposto è una bellissima finestra sul Mar Ionio. Riposto è anche uno spaccato di vita d’altri tempi, legata al mare, le sue tradizioni, le manualità e quei sapori ancora oggi gelosamente custoditi. Coerentemente, una città di porto: un porto grande e moderno che le è valso l’appellativo di “Marina di Riposto” o “Porto dell’Etna”. La storia e l’identità marinara di Riposto è impressa anche nell’imponente Basilica neoclassica dedicata al Santo protettore dei naviganti, San Pietro. Meno antica, in ordine di tempo, della bella Chiesa della Madonna della Lettera, che conta quattro ricostruzioni a partire dall’epoca arabo-normanna. Il porto, il lungomare, il palazzo comunale risalente agli anni Venti, sono solo alcune delle suggestioni di un piccolo centro che ospita ogni anno, da tradizione, importanti eventi legati al mondo dell’arte, della musica e del cinema.

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La storia di Riposto è strettamente connessa a quella di Mascali, della cui Contea faceva parte come suo scalo commerciale: il suo nome deriva infatti dal siciliano u ripostu ovvero il ripostiglio o la cantina. Sino al tardo Seicento il sito, soggetto alle incursioni dei pirati e dei corsari musulmani, fu popolato solo stagionalmente per motivi commerciali e militari, e solo a fine secolo cominciarono a fabbricarsi le prime case di pescatori che diedero vita ad un insediamento stabile a macchia di leopardo lungo la costa.

La zona venne presto popolata da famiglie provenienti dall’area messinese. Indizio dell’esistenza di una piccola comunità stabile è la fondazione della chiesetta di Santa Maria della Lettera con atto notarile del 12 gennaio 1710 da parte di don Giovanni Calì di Acireale. Nel 1750 lo storico siciliano Vito Maria Amico nelle annotazioni alle «Deche» del Fazello scriveva: …Est non longe a Mascalis repositorium, vulgi vocabulo riposto promptuariis sedibusque ad vinum condendum accomodatis, cuius ingens fit quaestum ab incolis….

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Nel XVIII secolo una potente famiglia veneziana, i Pasini, s’era stabilita ad Acireale ed in poco tempo aveva accumulato un’immensa distesa terriera a sud-ovest del torrente Jungo. I Pasini, illuminati amministratori, operarono nella zona una politica di popolamento e svilupparono l’insediamento sparso, attirando manodopera e favorendo la formazione di piccole fattorie. Costruirono nel 1725, a sud dello Jungo una loro casa di campagna a cui doveva far capo il secondo nucleo dell’antica Riposto, che prese nome di “Scariceddu” (piccolo scalo) per distinguerlo da quello già esistente (il grande scalo era quello del quartiere dei “Pagliai”).

Man mano che l’area collinare e sub-montana veniva trasformandosi in vigneto, Riposto divenne il luogo dove venivano depositate le ingenti quantità di vino e i prodotti agricoli raccolti nelle vicine città, che cominciarono a essere esportate in tutta Europa. Allo scopo di proteggere gli ingenti traffici ripostesi dalle scorrerie dei pirati turchi nel 1751 il viceré di Sicilia Duca de Laviefuille volle che sulla spiaggia fosse edificato una massiccia torre di difesa che portava il suo nome, forse l’ultima opera difensiva sorta in Sicilia contro la pirateria, che nel 1923 sarà distrutta per disposizione dell’Amministrazione comunale. Nel 1763, coll’approvazione dell’arcivescovo di Messina, la Chiesa della Madonna della Lettera fu eretta in chiesa sacramentale coll’elezione del cappellano. Il borgo cominciò ad avere una sua qualificata rappresentanza e ottiene nel 1765 da Mascali un avvicendamento di “officiali” per l’amministrazione ordinaria.

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Nel dicembre del 1784, in vista di trovare alleato il piccolo quartiere di Riposto nella lotta per l’autonomia da Mascali, Giarre ottiene l’apertura della strada che dalla piazza Duomo scende in linea retta verso il mare: Fuit in mense dicembris anni 1784 noviter aperta pro beneficio et commodo pubblici huius civitatis Mascalarum quaedam lata et spatiosa via, quae ex quarterio, vulgo nominato delle Giarre directa linea percursum milliarij unius, circiter, ducit ad maritium litus alterius quarterii, vulgo ditto del Riposto (A.S. Contea, n. 3849). Si costruì un ponte per oltrepassare il letto del torrente “Rio Canalai”, che intersecava la strada. La chiesa di San Pietro, iniziata nel 1808, aperta al culto nel 1818, completata nel 1865, venne eretta a parrocchia nel 1869 e sorse con l’antistante “piano di San Pietro” in un luogo intermedio ai primi due nuclei abitati.

Dopo l’abolizione del feudalesimo e la Costituzione del 1812, gli abitanti di Giarre, appoggiandosi anche alle aspirazioni espresse da Riposto, chiesero di potersi staccare da Mascali, e il 15 maggio Lord William Bentinck in assenza del re firmerà il decreto di separazione di Giarre (che comprendeva Riposto) da Mascali. Ma Riposto aveva desiderato subito l’autonomia anche da Giarre, che ottenne dopo decenni di continue polemiche il 27 aprile 1841. Nel frattempo la cittadina era diventata “la più commerciale e doviziosa terra di Sicilia”, come scrisse L. Vigo nel 1836. Nel 1820, grazie ad un decreto reale di Ferdinando I di Borbone venne costruita proprio a Riposto una delle primissime scuole pubbliche in Sicilia, la seconda scuola nautica dopo quella di Camogli, l’attuale Istituto Tecnico Nautico “Luigi Rizzo” e nel 1906 venne iniziata la realizzazione del porto.

Alla fine del XIX secolo si verificò il boom economico di Riposto. A Riposto vi erano le sedi consolari di Svezia, Romania, Norvegia, Uruguay, Francia, Brasile, Grecia, Gran Bretagna. Nel 1885, vi si pubblicava la rivista settimanale La Sicilia Vinicola. L’espansione coloniale verso la Libia, avvenuta sotto il governo da Giolitti nel 1911-1912 prima, e la prima guerra mondiale dopo, impoverirono Riposto in conseguenza della chiusura dei suoi mercati di esportazione-importazione, che costituivano sino al 1919 una delle principali ricchezze del paese. Oltre a ciò l’arruolamento e la morte durante il conflitto bellico di molti dei suoi marinai contribuirono al declino commerciale e sociale.

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Nel 1939 Riposto fu riunita nuovamente al comune di Giarre con il nome di Giarre-Riposto[2]; dalla fusione appunto dei due centri vicini il nuovo comune prese nel 1942 la denominazione di Jonia. Numerose polemiche conseguirono all’accentramento dei servizi pubblici a Giarre, soprattutto in considerazione delle differenti origini e vocazioni delle popolazioni dei due comuni e della differente estrazione sociale. Pertanto nel 1945 i due comuni, specie per le pressioni dalla parte ripostese furono nuovamente separati, riprendendo le rispettive denominazioni.

Il periodo migliore per visitare Riposto è d’estate, quando il piccolo centro ospita importanti eventi legati alla musica e al cinema. Anche il clima è ideale per fare da cornice a una vacanza fra mare e bellezze del paesaggio, che varrà la pena di godersi anche in autunno e in primavera.

Da non perdere a Riposto

Il Porto dell’Etna
Duomo di San Pietro
Il lungomare
La Villa Edoardo Pantano

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