Presidenza Ucina, corsa a tre: due big e un outsider

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Presidenza Ucina: Andrea Razeto Presidenza Ucina: Andrea Razeto Piero Formenti Saverio Cecchi

di Antonio Risolo | Due big e un outsider si contenderanno la presidenza di Ucina Confindustria Nautica per i prossimi quattro anni. Andrea Razeto e Piero Formenti, entrambi vicepresidenti dell’associazione confindustriale e imprenditori di successo nei rispettivi settori, dell’accessoristica (F.lli Razeto & Casareto) e dei battelli pneumatici (Zar Formenti). Il primo presidente di Icomia (International Council of Marine Industry Associations), il secondo presidente di Ebi (European Boating Industry): capitani di lungo corso dalla indiscussa  esperienza internazionale. Quindi l’outsider: Saverio Cecchi, presidente dimissionario dei probiviri Ucina, in corsa grazie a una procura speciale affidatagli dal Gruppo Fipa. Secondo alcune indiscrezioni, Cecchi sarebbe la longa manus della presidente uscente Carla Demaria, uomo forte di Ucina, manager di successo e stratega sopraffine che nei momenti più difficili sfodera la sua arma migliore: la grinta.
Per la cronaca, dalle varie vicissitudini del Gruppo Fipa è nata GP Yachts (oggi posseduta all’80% da Sanlorenzo e al 20% da Francesco Guidetti). Ma qui è d’obbligo una breve considerazione. Fatte salve le indiscusse prerogative umane e professionali di Saverio Cecchi, a nostro avviso questa candidatura presenta diverse analogie con un’altra operazione che non molto tempo fa ha fatto parecchio discutere stampa e addetti lavori. Chi scrive, in particolare, si è ritrovato nell’occhio del ciclone… (leggi qui Gentedimare2.0). Stiamo parlando, cioè, del legittimo istituto delle deleghe. Dopo la nota vicenda sfociata con l’uscita di Carla Demaria da Monte Carlo Yachts, infatti, in Ucina si era creata un’emergenza al vertice: a norma di Statuto, la presidente avrebbe dovuto dimettersi. Da qui la nomina di Andrea Razeto a vicepresidente vicario, carica durata dall’alba al tramonto con il ritorno in sella della presidente grazie alle provvidenziali deleghe ricevute da Sanlorenzo che le avevano restituito pieni poteri. Oggi Carla Demaria è felicemente l’amministratore delegato del marchio Bluegame entrato nella galassia di Massimo Perotti.
Saverio Cecchi, 69 anni nel prossimo luglio, trenta dei quali trascorsi in Ucina come socio imprenditore nel segmento dell’accessoristica, è il deus ex machina della Società Canottieri Limite fondata nel 1861 sulle rive dell’Arno. Ai remi è un campione (nazionale). E dice di avere ancora tanta voglia di remare…
Per dovere di cronaca, abbiamo interpellato i tre candidati i quali si sono cordialmente limitati a confermarci le rispettive candidature. Stando alle notizie che filtrano con il contagocce dalle stanze ovattate dei saggi che stanno gestendo l’operazione nuova presidenza, tuttavia, possiamo affermare che al primo posto dei programmi dei tre papabili c’è la riunificazione tra Ucina e Nautica Italiana. Riunificazione che sembra a un passo, senza però che nessuna delle parti in causa faccia quello decisivo. Nulla trapela, invece, sui programmi che i tre pretendenti al trono della Confindustria Nautica nazionale hanno inviato, o invieneranno nei prossimi giorni, ai soci. Per ora nessuno gioca a carte scoperte. Come si dice in questi casi? Vinca il migliore! Perché Ucina merita il migliore. L’associazione è una corazzata dalle potenzialità strutturali incredibili. A cominciare da uomini del calibro di Alessandro Campagna (direttore commerciale del Salone Nautico) e Stefano Pagani Isnardi (responsabile dell’Ufficio Studi). C’è bisogno di un salutare shock perché, per dirla tutta, l’unico big di livello mondiale rimasto in associazione è Sanlorenzo. Ucina ha bisogno dei grandi marchi perché, da che mondo è mondo, i piccoli hanno bisogno dei grandi e non viceversa. Un plauso, quindi, ai tre candidati che hanno manifestato l’intenzione di compiere quell’ultimo passo verso la riunificazione. In fondo si tratta dell’ultimo miglio… Difficile ipotizzare una Confindustria Nautica senza un Benetti – ma è solo un esempio – che in cento giorni ha varato tre gigayacht.
Siamo in piena campagna elettorale e, soprattutto, alla vigilia della Resurrezione. Cara “vecchia” Ucina, resurget in novissimo die! Serena Pasqua a tutti.

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