Presentata la Campagna di ARTEMARE Club contro i rifiuti di plastica

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Ieri pomeriggio sabato 16 novembre alla sede operativa di ARTEMARE Club a Porto Santo Stefano, con il forte cattivo tempo che flagellava le “antiche contrade marittime”, è stata presentata agli intrepidi presenti, che rappresentavano la cultura, il sociale, il mare sopra e sotto e lo sport, la Campagna itinerante di sensibilizzazione “Per noi, per i nostri figli per i loro figli – TUTTI per un MARE SENZA PLASTICHE”. Assente giustificato il Sindaco di Monte Argentario impegnato in sopralluoghi conseguenti il maltempo.  L’aggiornata campagna d’informazione porta a conoscenza sulle iniziative internazionali e nazionali al riguardo, composta da una conferenza, proiezioni di filmati, esposizione di pannelli con foto shock e illustrazione dei progetti più importanti per un mare senza plastiche è disponibile per eventi in tema presso istituzioni, scuole e associazioni culturali, benefiche e sportive.

Sabato pomeriggio il comandante Daniele Busetto, coadiuvato dalle due bravissime studentesse Sara Sclano e Katerina Narlo, maturande dell’ istituto alberghiero di Orbetello, ha parlato dei 186  governi delle Nazioni Unite, tra questi l’Italia, che hanno riconosciuto i rifiuti di plastica come un grave problema ambientale di interesse firmando un recente patto che modifica la Convenzione di Basilea con l’obiettivo comune di ridurre i rifiuti di plastica che stanno avvelenando il pianeta, della riduzione dei rifiuti di plastica e protezione dell’ecosistema marino priorità assoluta per  Unione Europea   che ha in corso azioni concrete  con la Direttiva che vieta l’uso di articoli in plastica monouso e il sostegno al progetto “Medsealitter” per la tutela dei nostri mari che ha permesso di sviluppare per la prima volta un protocollo condiviso di monitoraggio dei rifiuti marini nel Mar Mediterraneo, della legge “Salvamare” del Governo Italiano approvata dalla Camera dei Deputati che favorisce la raccolta dei rifiuti e in particolari della plastica in mare e nelle acque interne, assimilandoli ai rifiuti urbani e prevedendo il riciclaggio delle plastiche raccolte, la legge stabilisce che i rifiuti accidentalmente pescati  in mare o nelle acque interne, siano assimilati ai rifiuti prodotti dalle navi e una volta che l’imbarcazione giunge in un porto possano essere conferiti gratuitamente negli appositi centri di raccolta di rifiuti, viene inoltre prevista la categoria dei Rifiuti volontariamente raccolti  attraverso campagne per la pulizia di spiagge, mare e acque interne, anche essi vengono assimilati ai normali rifiuti urbani, del  Protocollo “Arcipelago Pulito”  firmato lunedì scorso alla Regione Toscana, progetto sperimentale per contribuire a ripulire dalle plastiche il mare facendo squadra con i pescatori di Livorno, Viareggio, Porto Santo Stefano e Porto Ercole dell’Argentario, Castiglione della Pescaia e Piombino, centocinque navi sulla carta in attività.

La conversazione è proseguita con l’accenno  delle attività e dei buoni propositi di Associazioni ambientaliste e non, come l’App “Occhio Al Mare” sviluppata da Marevivo insieme a Legavela Servizi, Divisione Vela di Marevivo, Lega Italiana Vela e Cristiana Monina Nautical Events, per segnalare fenomeni inquinanti più o meno circoscritti come la plastica e gli avvistamenti di specie protette e cetacei,  il premio Aqua e Ambiente della rassegna AquaFilmFestival,  5a Edizione che si svolgerà alla Casa del Cinema di Roma dal 26 al 28 marzo 2020, che denuncia i problemi e i disastri legati all’inquinamento di mari, oceani e corsi d’acqua, realizzato con il patrocinio/ sostegno di UNESCO, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e tanti altri, dove ARTEMARE Club è partner tecnico e il comandante Daniele Busetto, nostro collaboratore, membro scientifico, l’impegno del Rotary International “Per liberare il mare dalle plastiche” per mezzo dell’IYFR e la collaborazione dei suoi Distretti e Clubs.

Ma tante altre sono le iniziative che verranno divulgate con la Campagna di ARTEMARE Club, il progetto di ricerca “Business for Ocean Sustainability” della One Ocean Foundation, realizzato con il supporto di SDA Bocconi, McKinsey & Company e CSIC – The Spanish National Research Council), ricerca che analizza i fattori di pressione e i tipi di impatti diretti e indiretti sul mare, identificando il contributo che le imprese possono offrire a livello di sustainable blue technologies e di innovazioni organizzative, report focalizzato, in questa prima edizione, sul Mar Mediterraneo che ha coinvolto più di 220 aziende nazionali e internazionali, start-up, associazioni e ONG appartenenti a 13 settori industriali, One Ocean Foundation è anche l’ideatore della “Charta Smeralda” codice etico per condividere i principi e azioni a tutela dei mari stilato per sensibilizzare l’opinione pubblica, gli operatori e tutti gli stakeholder, evidenziando il senso di urgenza nell’affrontare i problemi più pressanti degli oceani e degli ecosistemi marini e costieri e teso a definire ambiti di intervento concreti, immediati e focalizzati alla risoluzione dei problemi, il “Pesce fuor d’acqua” progetto fotografico di Carla de Gioannis  e Gaetano Mura, sportivi e compagni di vita, lei campione mondiale nuoto master e lui famoso velista, “Basta plastica” il messaggio che Giovanni Soldini ha voluto portare all’università Bicocca di Milano, testimonial nell’ambito del convegno “Oceani di plastica e di ghiaccio”, il videoclip di Dolcenera con Amaremare, non  solo una canzone ma  un progetto artistico realizzato in collaborazione con GreenPeace Plastic Radar, che ha come obiettivo quello di raccogliere segnalazioni fotografiche in grado di rilevare la presenza di rifiuti in plastica in mare, attento alla tutela del nostro Pianeta è anche Marco Mengoni, artista di grande talento ormai affermato sulla scena internazionale ha legato il suo nuovo progetto musicale, Atlantico, che per titolo ha il nome di un oceano, alla campagna “Planet or Plastic?” che prosegue l’impegno pluriennale di National Geographic per aumentare la consapevolezza sugli effetti devastanti dei rifiuti plastici nel nostro ecosistema,

Per quanto riguarda i progetti e i mezzi per pulire il mare dalle plastiche sono stati accennati i più importanti, il Claim – Cleaning Litter by developing and Applying Innovative Methods in european seas – programma europeo al quale partecipa anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il  Robot-granchio ‘Silver 2’, esploratore e “netturbino” dei fondali marini realizzato dall’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il Seads – Sea Defence Solution da una startup italiana barriere galleggianti per poter deviare e trattenere i rifiuti, lo Waste Shark drone squalo progettato per raccogliere  plastica, sigarette, fazzoletti di carta, alghe, la Barriera di bolle – Great Bubble Barrier per bloccare i rifiuti nei fiumi prima che arrivino in mare, i Seabin cestini della spazzatura galleggianti che raccolgono plastica, l’ Ocean Cleanup sistema galleggiante con barriere di circa 600 metri da cui scende un filtro per catturare i rifiuti.

Last but not the least in appositi pannelli sono riportatet le foto delle navi e imbarcazioni impegnate nella tutela del Mare come il nuovissino Megayacht REV Ocean, la flotta di unità navali di Green Peace, il Blue panda del WWF, la Goletta Verde di Legambiente, Adriatica, il catamarano Le Manta e l’imbarcazione Il Pellicano. Presente nei locali dell’evento il quadro “World Garbage Islands” che raffigura le sei isole di rifiuti del mondo, testimonial della campagna realizzato da Laura Morosi, artista che vive e lavora a Porto Santo Stefano, molto attenta ai problemi dell’ambiente e del mare.

ARTEMARE Club

Dolcenera con la canzone Amoremare per GreenPeace Plastic Radar

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