#Pantelleria: la perla nera del Mediterraneo

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foto pantelleria

Hiranin (l’isola degli uccelli) sotto i fenici, bint al-rion (figlia del vento) durante il periodo arabo, la perla nera del Mediterraneo oggi, più semplicemente Pantelleria. Più vicina al continente africano che alla Sicilia, con oltre 80 kilometri di superficie Pantelleria è l’isola più estesa delle isole minori siciliane. La sua origine vulcanica è solamente in parte nascosta dalla rigogliosa vegetazione mediterranea, tra le cui piante si trovano le delicate viti da cui si ricava il famoso Passito di Pantelleria, vino apprezzato in tutto il mondo. La costa è prettamente rocciosa, ma non mancano posti accessibili per poter scendere comodamente in acqua. Il mare è sempre trasparentissimo e ricco di fauna marina. All’interno dell’ isola, sono molteplici i motivi che spingono a dedicare del tempo alle escursioni: dai fenomeni vulcanici secondari, ai laghetti naturali, fino ai posti più panoramici di Pantelleria.

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Seppur la bellezza di Pantelleria è ormai nota a livello internazionale, il turismo che si è sviluppato ha sempre rispettato la natura discreta di quest’isola. Sarà per questo motivo che volti noti del cinema, della moda e dello spettacolo la scelgono quale posto di villeggiatura per poter godere di sole, natura e tranquillità.

Pantelleria è disseminata da piccoli edifici cubici, i dammusi, basse costruzioni con pochi ambienti, traccia evidente della dominazione araba che qui si insediò per oltre due secoli. Dal tetto spicca la cupola, utilizzata per stabilizzare la costruzione in caso di eventi sismici ma soprattutto per mitigare la temperatura dell’edificio, sfruttando i moti ascensionali dell’aria calda.

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Nella parte nord occidentale dell’isola, si trovano i famosi sesi, templi funerari delle popolazioni preistoriche che abitavano a Pantelleria. Oggi sono circa una trentina, costruiti con massicci blocchi di pietra lavica posti a formare il caratteristico edificio circolare. All’interno venivano ricavati degli spazi dedicati ai defunti. Alcuni studiosi ritengono che qui venivano praticati anche dei particolari riti, in cui i familiari del defunto, grazie a fumi e particolari erbe, cercavano di venire a contatto con l’anima del loro caro.

A Pantelleria Paese è ancora ben visibile il Castello di Barbacane, costruito dagli Spagnoli durante l’opera di fortificazione dell’isola.

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Il litorale roccioso e l’assenza di spiagge sabbiose permettono di avere un mare splendidamente limpido, trasparente, con sfumature di colore diverso a seconda della zona. Molte località balneari sono raggiungibili a piedi, ma se preferite godere di qualche posticino più esclusivo, affittare una barca non sarà una cattiva idea.

L’interno di Pantelleria ha eccezionali caratteristiche montane, ricco di vegetazione e percorsi naturali che meritano almeno un’escursione di mezza giornata. La vetta più alta, la Montegna Grande, supera quota 800 metri: da qui si riesce ad avere una stupenda veduta panoramica su tutta l’isola. A quote più basse si trovano Monte Cibele, cono vulcanico ormai spento e Piana Ghirlanda, un piccolo altopiano completamente ricoperto di verde. Da Kuddia Mida, a circa 500 metri dal livello del mare, si ha un eccezionale veduta verso il Lago di Venere, e nei giorni non troppo caldi quando la visuale è limpidissima, Capo Mustafà, in Tunisia.

Da non perdere infine i fenomeni vulcanici secondari, come i bagni asciutti e le sorgenti termali, motivo per il quale gli antichi nobili romani decidevano di recarsi a Pantelleria. Dei bagni asciutti, un esempio evidente è in località Salibi: grossi gettiti di vapore acqueo entrano all’interno della grotta. Le sorgenti invece si trovano prettamente sulla costa, nella parte meridionale dell’isola: l’acqua qui può arrivare a superare i 50 gradi centigradi.

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Popolazioni preistoriche hanno lasciato evidenti tracce del loro passato trascorso sull’isola: i sesi ad esempio, curiosi edifici circolari in cui venivano collocati i defunti. Le popolazioni dell’epoca giungevano a Pantelleria alla ricerca dell’ossidiana, tagliente pietra vulcanica importantissima durante tutto il periodo antico. Pantelleria venne colonizzata dai fenici, che ne fecero un importante punto di scalo per le rotte in Sicilia. Per lo stesso motivo, anche i Cartaginesi si premurarono a conquistare l’isola. Passata in mano romana nel 255 a.C. fu in seguito popolata da diverse colonie cristiane. Del periodo arabo, si sono mantenuti notevoli segni, dai nomi, di chiara origine mediorientale, alle tecniche di agricoltura, fino ai dammusi, le basse, caratteristiche costruzione di Pantelleria. Nei secoli successivi i pirati saraceni ne fecero spesso terra di razzie e saccheggi, lasciando alle spalle vittime e macerie.

Alla fine dell’Ottocento si è verificata l’ultima eruzione rilevante che ha interessato Pantelleria, con la bocca effusiva localizzata a circa 5 km dall’isola. Nella seconda guerra mondiale, Pantelleria fu avamposto delle truppe tedesche e per questo motivo pesantemente bombardata dagli anglo-americane: delle costruzioni presenti sull’isola, furono pochissime quelle che rimasero in piedi.

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