Canoni porti, rivolta contro il governo: ora basta!

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Canoni porti turistici, è rivolta

Canoni Porti ultimo atto. I rappresentanti di cinquanta porti turistici si sono riuniti a Rimini per solidarizzare con Marina di Rimini e Marina di Cattolica, colpite rispettivamente da provvedimenti di blocco dei conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate, e revoca delle concessioni demaniali destinate alla nautica. Chiedono al governo giallorosso la soluzione dell’ultradecennale contenzioso sull’applicazione retroattiva dell’aumento dei canoni demaniali fissati dal mancato nobel per l’Economia Romano Prodi nel 2007. Altrimenti ci saranno diverse e più eclatanti iniziative di protesta. Altro che sardine! Un sorta di ultimatum che sa di esasperazione oltre che di beffa (o di truffa, se vi pare). Dalla piazza si è sollevato un coro comune contro l’applicazione retroattiva degli aumenti, che ha violato i contratti di concessione e che ha portato a quadruplicare o quintuplicare i canoni dei concessionari mettendo in ginocchio decine di darsene in Italia. Una norma che è stata dichiarata illegittima da decine di sentenze dei tribunali civili, delle Corti d’Appello, dei Tar di mezza Italia e, infine, dal Consiglio di Stato e dalla Corte Costituzionale (nel 2017).
Prossima manifestazione a Roma, davanti a Palazzo Chigi, a sostegno di un settore che rischia di subire un pesantissimo contraccolpo economico e occupazionale a causa dei canoni porti non dovuti.
Schierati decisamente con la protesta il sindaco di Rimini Andrea Gnassi (Pd) e quello di Cattolica, il pentastellato, Mariano Gennari. “Questa è a tutti gli effetti una truffa di Stato – ha detto Gnassi – abbiamo decine di milioni di investimenti costruiti su un contratto con lo Stato e lo Stato truffa con il contraente”.
“Basta un emendamento di tre righe, semplicissimo, che ribadisca un concetto chiaro: non si applica il nuovo canone a chi ha investito per costruire le infrastrutture – ha detto il presidente di Assomarinas (Associazione Italiana Porti Turistici, Roberto Perocchio – In Italia abbiamo i porti turistici più belli del mondo, ma ora siamo all’ultima spiaggia”.
Per il presidente di Ucina Confindustria Nautica, Saverio Cecchi, ”è necessario approdare a una soluzione in tempi rapidissimi, inserendo uno specifico emendamento nella legge di bilancio, una norma semplice, che fissi il concetto espresso dalla Corte Costituzionale che gli aumenti non possono avere applicazione retroattiva. Ucina è fortemente impegnata con il governo al fine di scongiurare ben più clamorose iniziative di protesta minacciate dagli operatori del settore, ‘che non farebbero bene a nessuno”.
Saverio Cecchi ricorda l’impegno assunto recentemente dal ministro Paola De Micheli per porre fine al vergognoso scandalo, ovvero a quelle che sono state definite vere e proprie Esecuzioni di Stato.
Breve riflessione. Se la signora ministra pensa di affrontare il dossier canoni retroattivi con la stessa determinazione, e successo…, con cui ha affrontato la pratica terremoto quand’era commissario, beh… allora lasciate ogni speranza,  o voi che entrate… (intese come Agenzia). Signora De Micheli, per favore meno sardine e meno fesserie sul Mes. I veri  bisogni della gente sono questi, tra i tanti che lei dimentica. Se c’è un’Italia (politica) che cazzeggia, c’è un’altra Italia che ha voglia di lavorare. Ecco, più rispetto per chi lavora e rischia in proprio.

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