Artigiana Pesce, la barca elettrica in legno per Venezia

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Falegnameria Artigiana Pesce: l'elettrica per Venezia Falegnameria Artigiana Pesce: l'elettrica per Venezia Luca Pesce PESCE image Il sindaco Luigi Brugnaro (al centro) L'impostazione della barca Alex Pesce

di Serenella Bettin | Come nasce una barca. Un cantiere, barche in legno, pezzo dopo pezzo, tavola dopo tavola. “Sognare non è vietato”, ci dice un intraprendente Alex Pesce, 28 anni. Qui a Marcon, in provincia di Venezia, con il padre Luca e il fratello gemello Igor, tiene e gestisce la Falegnameria Artigiana Pesce. Disegnano i pezzi, le barche, se le immaginano, poi tagliano uniscono assemblano, stendono la resina verniciano e rifiniscono. Secondo le esigenze del cliente. Quando entriamo nel cantiere della famiglia Pesce, il papà se ne sta lì silenzioso e concentrato, sta passando la resina sul cofano di una barca capovolta. Il tipico cofano veneziano. È bello, lucido, di legno. Questa è una delle poche realtà che in Italia costruisce eclusivamente barche in legno. Una realtà partita 22 anni fa, quando il padre Luca si mette in proprio. Lui che di anni ne ha 55, ha iniziato a lavorare a 13 anni e bazzica nel mondo delle barche da 40 anni. Lavorava in un cantiere, il VZ. Facevano yacht, barche di lusso. Da lì ha imparato l’arte, la forma, da lì ha cominciato ad appassionarsi. Nasce così la Falegnameria Artigiana Pesce (FAP).
E questa passione l’ha trasmessa ai suoi due figli gemelli: “Volevano il motorino – racconta Luca Pesce – e io dissi: il motorino no, ma se volete vi faccio la barca”.
“Non sapeva che avrebbe fatto crescere due figli malati per le barche – gli fa eco Alex – Siamo andati a misurare tutte le barche possibili inimmaginabili per vedere come si facevano. Ogni volta che eravamo a casa da scuola, andavamo in cantiere da lui. E abbiamo iniziato a disegnare la prima”.
“Poi hanno trovato l’amico che voleva la barca – racconta il padre – così abbiamo fatto prima una, poi un’altra e un’altra ancora”.
È nata così quest’avventura, quasi per gioco. Alex e Igor iniziano ad appassionarsi, ad andare in cantiere, durante le feste, durante il Natale, i sabati le domeniche, finite le scuole. E iniziano a disegnare le prime barche su carta millimetrata.
“Li ho tenuti questi disegni – ci dice Alex orgoglioso mostrandoceli – un giorno spero diventino storici”.
Ora le barche le disegnano col computer, in 3D. Creato il disegno, si tagliano le assi, si costruiscono le coordinate, si collegano i compensati, si uniscono i pezzi, tutto deve perfettamente combaciare, per dare la forma della prua, della poppa, della barca.
“È un lavoro di assemblaggio – spiega ancora Alex – ordinate, paramezzale, dormienti, cordine, specchi di poppa, compensati, pattini e bottazzi. Poi assembliamo il tutto. Per costruire una barca dall’inizio alla fine ci vuole un mese e mezzo, anche due. Dopo aver assemblato si usa una resina epossidica e poi si va con il ciclo di verniciature: metallizzata, opaca, lucida. All’interno la barca non è prestampata, viene fatta su misura a seconda di quello che chiede il cliente. Quando lo scafo è finito, giriamo la barca e insieme decidiamo. Essendo artigiani, è inutile fare una barca e decidere noi le misure, andiamo in base alle esigenze del cliente”.
Ma perché il legno? “Secondo noi in acqua ha una risposta diversa. È come una moto da strada o una moto da cross. In acqua il legno secondo noi naviga meglio. Diamo molta importanza alla carena”.
E questo nuovo progetto? Vi state preparando per presentare una barca completamente in legno, elettrica, al Salone Nautico di Venezia in programma dal 29 maggio 2021.
“Sì, è un progetto che avevamo in serbo già da qualche anno: una barca elettrica in legno. Abbiamo preso contatti con la e-concept che realizza la e-dock e ci siamo fatti avanti. Ci sono ditte estere che vogliono entrare nel mercato a Venezia, la nostra barca è tutta made in Italy”.
Una start up innovativa quella della veneziana e-concept che con e-docks vede le prime paline elettrificate per ricaricare le barche elettriche in laguna. Un’innovazione non da poco, per la quale è stata lanciata anche una campagna di equity crowfunding per la raccolta fondi. Questo ha permesso alla città lagunare di essere selezionata tra le 126 città europee che partecipano al bando ICC – Intelligent City Challenge.
“Così ho iniziato a disegnarla insieme con Roberto Roscioni – racconta Alex – Abbiamo cercato di fare una cosa made in Italy per portarla al Salone di Venezia. Il motore è della GardaSolar di Rovereto, un’azienda italiana che sviluppa motori elettrici per l’Italia e per l’Europa. Ma soprattutto abbiamo cercato di fare una barca per Venezia e la sua laguna, per rispettare l’ambiente di questa città così bella e particolare”.
Un’imbarcazione quindi interamente in legno, elettrica, a prua verticale con una carena in grado di avanzare fino a 12-14 nodi.
“Insomma, Venezia è costruita sulle bricole  (quei grossi pali che indicano i canali navigabili anche in condizioni di bassa marea, ndr) – conclude Alex Pesce – Questa è una delle barche più ecologiche che esistano, zero emissioni, zero onde”.
La premiata Falegnameria Artigiana Pesce non si ferma qui. Presto ci saranno altre sorprese.

 

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